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I DIALOGOBBI – Mario Gatta: «La Juve ha un calo atletico preoccupante»

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I DIALOGOBBI – Mario Gatta: «La Juve ha un calo atletico preoccupante». Le sue parole in esclusiva a JuventusNews24

Nei momenti difficili – e questo è tra quelli più complessi vissuti dalla Juve – è bene affidarsi alle competenze per ritrovare un po’ di luce. In quest’ottica il Dialogobbo di oggi è con Mario Gatta. Allenatore juventissimo che guida il Settimo, squadra che gioca in Eccellenza. In passato Mario affrontò la Juve in un periodo delicato: l’arrivo proprio di Allegri. E col suo Lucento venne a vincere in un’amichevole non ufficiale a Vinovo, contribuendo a rafforzare il fronte critico del tifo ancora sotto shock per l’addio improvviso di Conte. Con lui è uscita fuori una piccola chiacchierata secca. Pochi concetti ma – da parte sua – molto chiari.

Paolo: «Ciao Mario, non si può che partire da Juve-Benfica. Io ho scritto di cedimento strutturale della squadra, come quelle macchine che improvvisamente si fermano e non c’è altro da fare che chiamare il carro-attrezzi (perdona la brutta immagine, ma credo che renda l’idea). Mettiti nella parte del meccanico. Perché è successo?».

Mario: «Diventa difficile capire dal di fuori, Paolo, ma penso che il problema più importante in questo momento sia una preparazione atletica non ottimale. Nel calcio di oggi la possibilità di avere un ritmo gara molto intenso fa la differenza. Mercoledì la Juve è stata dominante per 25 minuti e poi ha avuto un calo atletico preoccupante, che ha condizionato anche l’aspetto tattico».

Paolo: «Se l’analisi è questa, quale coperta tattica dobbiamo avere per evitare danni dal calo fisico? E come ti spieghi una condizione così deficitaria a questo punto della stagione?».

Mario: «Non esiste un modulo che ti fa risparmiare energie. Poi, a parità di modulo dipende da come lo interpreti . A mio avviso in Italia abbiamo i top preparatori del mondo, Pintus e Ventrone su tutti, ma lavorano all’estero. In Italia nella stragrande maggioranza delle squadre si lavora ad una intensità minore rispetto alle migliori squadre europee. Non conta quanto corri ma come corri».

Paolo: «Cosa pensi succederà nell’immediato futuro? Intendo Monza-Juventus…»

Mario: «Se non c’è una scossa emotiva la vedo male. La Juve ha bisogno di ritrovare autostima. Oggi pare una squadra molto fragile».

Paolo: «Chi la può dare? Da allenatore, se vedi una situazione di calma piatta, cosa faresti? Ti metti in gioco tu, inventi qualcosa di totalmente nuovo o cos’altro?».

Mario: «Per prima cosa farei una bella litigata con i più rappresentativi dello spogliatoio, cercherei di tirare fuori tutto il loro orgoglio, li metterei nelle condizioni di non avere alibi».

Paolo: «Un’ultima domanda, Mario. Dimmi un giocatore sul quale porre concrete speranze in questo periodo e perché».

Mario: «Ti direi Paredes perché ha l’età, il ruolo e la personalità per diventare un leader».

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