Insulti razzisti a Matuidi, la difesa a spada tratta di Boateng

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Dopo l’episodio degli insulti razzisti a Cagliari contro Matuidi scende in campo anche Kevin-Prince Boateng: «Soffro per lui»

L’episodio degli insulti razzisti a Matuidi riapre quella che nel calcio è una vera e propria piaga. Da anni l’Uefa, attraverso la celebre campagna “Say no to racism“, sta cercando di sensibilizzare tutto il movimento. Ma l’impressione è che ci sia ancora molta strada da fare. L’episodio di Cagliari mette tutti sull’attenti. Anche se poi nella pratica nessuno ha fatto niente perchè  gli osservatori “non hanno sentito nulla” e quindi per il giudice sportivo non è stato possibile commissionare alcuna sanzione. Paradossale. Visto che la stessa società Cagliari si era scusata pubblicamente per il comportamento dei propri tifosi.

Boateng chiede il numero di telefono e attacca: «Ridicole le multe»

Sulla questione è intervenuto anche il rivale (solo in campo) Kevin Prince Boateng. L’ex Milan diventò, suo malgrado, icona della lotta al razzismo quando a Busto Arsizio decise di abbondare l’amichevole contro la Pro Patria causa insulti pesanti sul suo colore della pelle. Il ghanese, che attualmente milita nell’Eintracht Francoforte ha avuto parole di grande affetto nei confronti di Blaise Matuidi.

«Soffro per lui. E’ assurdo essere insultati per il colore della pelle. Pensate come ci possa sentire. Ma la cosa più triste è che per casi come questo, al massimo, vengono inflitte multe di 10-20 mila euro alle società. La trovo una cosa ridicola. Ho chiesto il suo numero di telefono per poterlo chiamare. Voglio che sappia che sono con lui. Dobbiamo fare fronte comune contro queste cose. So cosa vuol dire»