Marchisio: «Juve? Non è ancora il momento di tornare»

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Claudio Marchisio si racconta a 360 gradi: ecco le parole dell’ex centrocampista della Juventus dopo il suo ritiro

Claudio Marchisio si racconta a 360 gradi: ecco le parole dell’ex centrocampista della Juventus al settimanale Sportweek.

JUVE «Con la Juventus siamo rimasti in buoni rapporti, però io stesso ho fatto capire che per me ora non è il momento. Sono concentrato sul mio nuovo percorso, vediamo cosa mi porterà questa nuova esperienza. Sono giovane, ho tempo. Una partita d’addio non me la sarei mai augurata, perché ho sempre immaginato di finire la mia carriera alla Juve. Non è successo però il cambio di programma mi ha portato a fare un’esperienza molto bella all’estero».

SARRI«Non si può pretendere di cambiare il gioco e la mentalità in così poco tempo. L’infortunio di Chiellini è stato penalizzante perché Giorgio trasmette quel carattere e quell’identità che alla Juve sono mancate. Ci sono più campanelli d’allarme rispetto agli anni passati, la squadra subisce più reti ed è meno solida. Bisogna fare attenzione perché Lazio e Inter non mollano».

ALLENATORE «Ora il mio preferito è Klopp, infatti speravo che arrivasse alla Juve. Però per mentalità e tipo di gioco dico Guardiola dei tempi del Barcellona».

RAPINA«Ogni volta che esco di casa ho il polso bello rigido e mi capita di controllare se qualcuno mi segue. Sono più guardingo, ma senza paranoie. Finché non la provi una cosa del genere non la puoi capire. Non pensavo fossero 4, armati. Per fortuna i bambini non erano in casa e credo che la presenza di mia moglie abbia portato più protezione nei miei confronti. Ci ha salvato il telefono che squillava: dovevamo andare a prendere mio figlio agli allenamenti, quando ho spiegato che ce lo avrebbero portato gli addetti alla sicurezza di Vinovo sono andati via».

L’ADDIO «Allegri all’inizio dell’anno mi disse che non avrei avuto spazio e io ho scelto di andare via. Ma non ho mai preteso un posto da titolare. Anche con Conte ho avuto degli screzi, ma non può andarti tutto sempre bene».

EREDI«C’è una nuova ondata di centrocampisti. Barella, Castrovilli, Sensi e Pellegrini. Barella e Castrovilli hanno caratteristiche più simili alle mie».

SOCIETÀ «Offriamo un servizio a 360 gradi per permettere allo sportivo di pensare solo al campo, senza distrazioni. Non solo social e sponsorizzazioni, gestiamo anche la vita privata. Viaggio tanto perché mi piace trattare direttamente col cliente. Riconosco lo spessore del cognome ma non amo essere preso in considerazione solo perché sono stato un calciatore».

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