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Juve Alessandria amichevole: come sono andati Arthur e Kaio Jorge – ANALISI

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Arthur e Kaio Jorge erano gli osservati speciali in Juve-Alessandria. Ecco come hanno giocato i due brasiliani

L’interesse verso l’amichevole Juve-Alessandria era dato quasi unicamente dalla presenza di Arthur e Kaio Jorge, un’occasione per vederli all’opera (eccetto Rugani, Pellegrini e De Sciglio, il resto dell’undici era composto da giovani). Prima di commentare le loro prestazioni, partiamo da come la squadra era disegnata sul campo. La Juve era disegnata con un 4-3-3 dove, su possesso consolidato, De Sciglio spesso restava più bloccato mentre Pellegrini spingeva di più. Un’ala, Aké era molto larga e aperta (Allegri lo ha messo a sinistra attorno al 20′), mentre l’altra, Soulé, godeva di tanta libertà tattica ed entrava dentro al campo.

Come sono andati Arthur e Kaio

Arthur ha fatto il vertice basso puro: Zauli si abbassava di più rispetto a Maressa per supportarlo, ma era lui il metodista bianconero. Ha catalizzato tante volte il possesso su di sé e toccato moltissimi palloni, accentrando parecchio l’uscita della squadra. Mancandogli vicino giocatori molto dotati tecnicamente che parlassero la sua stessa lingua, il brasiliano ha tenuto tante volte palla, dimostrando la sua grande capacità di resistere al pressing. Difficile sentenziare in un contesto del genere: bisognerà valutare come Allegri proverà a farlo coesistere con Locatelli, anche pensando alla fase di non possesso. Quando i bianconeri si stanziavano nella trequarti avversaria, Arthur si alzava molto e faticava quando poi la Juve perdeva palla, con troppo spazio centralmente. In ogni caso, serve un calciatore con la sua pulizia tecnica e la capacità di resistere al pressing rivale. Vedremo come Allegri cercherà di inserirlo.

Per quanto riguarda Kaio Jorge, i 63′ giocati danno ragione a chi lo definiva attaccante di manovra. Il brasiliano si è visto poco in zona gol, non è stato particolarmente incisivo negli ultimi metri e non ha aggredito molto la profondità. Lo abbiamo visto spesso venire incontro e svuotare il centro dell’attacco, aprendosi anche in fascia per dialogare con i compagni. D’altronde, viene in mente la gran bella giocata vista nel finale contro il derby, in cui con una stupenda sponda spalle alla porta aveva mandato in porta Kulusevski. Kaio è un calciatore ovviamente ancora tutto da formare, ma non è chiara la sua pericolosità negli ultimi metri e la sua capacità di resistenza nei duelli fisici in quei contesti. Di certo, queste partite sono utili per dargli minuti e fargli così acquisire più fiducia.