
Colloqui individuali tra Spalletti e i leader dello spogliatoio: i giocatori hanno fatto questa richiesta. Juve pronta a cambiare modulo
Lo sbigottimento di Luciano Spalletti dopo il tracollo interno contro la Lazio fotografa fedelmente il momento di profonda crisi della Juventus. Una sensazione di impotenza che ricorda da vicino quella vissuta nella passata stagione contro il Como, all’indomani del ko di Istanbul contro il Galatasaray. Stavolta, però, non regge nemmeno l’alibi del riposo ridotto all’osso dopo la trasferta di Vigo: a ottobre le partite hanno un peso specifico differente rispetto a febbraio. Contro i biancocelesti il tecnico ha toccato con mano una preoccupante fragilità mentale, unita a una netta crisi d’identità tecnica e tattica. Da inizio campionato la squadra non ha mai offerto certezze concrete: la scia di infortuni e la troppa abbondanza di esterni rappresentano i mali principali, cui si somma la palese difficoltà di Kolo Muani nel reggere da solo l’intero peso dell’attacco. Ne scrive Tuttosport.
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In conferenza stampa, dopo il durissimo passo falso dello Stadium, Spalletti ha provato a sminuire la questione tattica sottolineando come «diventa inutile parlare di un modulo o di un reparto: conta il ritmo, contano lo spirito e il cuore. Noi abbiamo dimostrato fragilità di testa e dobbiamo ritrovare la motivazione». Tuttavia, al netto della severa reprimenda rivolta a Bremer e del discorso all’intera squadra, il mister toscano ha scelto di proseguire sulla linea del dialogo. Per uscire dall’emergenza si è affidato a un fitto confronto con i leader dello spogliatoio: da Kalulu a Lucumi, passando per McKennie, Douglas Luiz, Vicario e lo stesso Nico Gonzalez.
Dal confronto coi calciatori è emersa una precisa esigenza: il ritorno alla difesa a tre, già sperimentata dopo il tracollo di Reggio Emilia per blindare la fase di non possesso. Parallelamente serve una spalla offensiva per valorizzare Kolo Muani, individuata nell’alternanza tra lo stesso Nico Gonzalez e il gigante Woltemade. Prende così quota l’assetto con il 3-5-2 ( o 3-4-1-2), con McKennie incursore alle spalle delle due punte: un assetto d’emergenza obbligato per convivere fino a fine novembre con le pesanti assenze di Conceiçao e Yildiz, che hanno cancellato il 4-2-3-1 estivo. La mentalità resta sotto esame: le prime risposte, nel bene o nel male, arriveranno dopodomani in Europa League contro il Rennes.