La Juve si affida ai cavalli di ritorno: chi ha stupito nel suo remake in bianconero

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La Juve si affida ai cavalli di ritorno: chi ha stupito nel suo remake in bianconero e chi invece non ha convinto

È stato Alvaro Morata il prescelto della Juve per rinforzare il reparto d’attacco di Andrea Pirlo. Dopo essere esploso in bianconero dal 2014 al 2016, guidando la squadra di Massimiliano Allegri fino alla finale di Champions League di Berlino contro il Barcellona, lo spagnolo ha preso strade differenti da Torino, venendo ‘recomprato’ dal Real Madrid nel 2016/2017 (20 gol in 43 presenze totali), per poi vivere due avventure nelle tre annate successive al Chelsea (dal 2017 al 2018 con 72 apparizioni totali e 24 reti messe a segno) e all’Atletico Madrid (da gennaio 2018 sono state 61 le presenze, condite da 22 gol).

Una scelta, quella della Juve, di riaffidarsi a Morata che ha soddisfatto le esigenze di Pirlo di avere una prima punta nel suo arco già ricco di frecce qualitative. Con il ritorno dell’attaccante, è stata rispolverata una strada già battuta dalla Juventus in queste stagioni: i cavalli di ritorno. Sono stati tanti, infatti, in questi anni i calciatori che dopo aver maturato altre esperienze, positive o negative, in altre formazioni, hanno ripreso la via di Torino. Ecco chi, nel dettaglio, ha incantato o ha deluso nel suo remake in bianconero.

Chi ha stupito dopo il suo ritorno alla Juvemarchisio

Punto di riferimento della Juve targata Antonio Conte, Alessandro Matri è stato protagonista assoluto dei primi 3 Scudetti del ciclo bianconero. Milan, Fiorentina e Genoa, poi, le sue tre esperienze lontane da Torino dopo la fine della sua avventura con la Vecchia Signora. Nel gennaio 2015, però, la Juventus ha ribussato alla porta del Mitra, che ha preso di nuovo per mano la squadra tra Serie A (5 presenze) ma soprattutto in Coppa Italia, dove ha siglato due reti decisive in semifinale contro la Fiorentina e in finale contro la Lazio.

Chi è tornato alla Juve e ha sempre dato risposte positive è Martin Caceres. Dopo il primo anno a Torino nel 2009/2010, l’uruguaiano è volato in Spagna, al Siviglia, tornando nuovamente in bianconero dal 2011 al 2016. 5 Scudetti vinti dal calciatore, che l’anno successivo ha preso una strada diversa, trasferendosi prima al Southampton, poi Verona e Lazio. Nel 2018/2019 il secondo bis di Caceres, rientrato a gennaio dopo la partenza di Benatia.

Le due bandiere che hanno scritto la storia recente della Vecchia Signora: Leonardo Bonucci e Gianluigi Buffon. Il difensore è stato uno dei pilastri dell’ossatura vincente di Conte prima, di Allegri poi, rivoluzionando il concetto di difesa con il trittico insieme a Chiellini e Barzagli. Nel 2017 l’annuncio del suo passaggio al Milan: un’avventura poco felice per Leo, tornato sui suoi passi l’anno successivo per vincere ancora alla Juventus. Discorso simile per Buffon, che dopo aver difeso per 17 anni i pali della Vecchia Signora, è volato in Francia, al Psg, nel 2018/2019. Un anno lontano da casa che ha aiutato molto il portiere, come da lui stesso sottolineato, permettendogli di vivere un nuovo capitolo della sua carriera. L’anno dopo, però, Gigi è tornato a casa, vestendo un nuovo ruolo all’interno del gruppo: quello di secondo portiere.

Cresciuto nel settore giovanile della Juve, Claudio Marchisio ha vissuto un anno di ‘gavetta’ all’Empoli, dove ha assaggiato il palcoscenico dei grandi per poi tornare a vestire la maglia bianconera. Un anno di prestito in Toscana che ha temprato il carattere del centrocampista, rientrato a Torino con maggiori consapevolezze ed esperienza. I 10 anni in prima squadra di Marchisio, poi, sono storia..

Chi non ha convinto nel suo ritorno alla Juventus cagliari juve higuain

Accanto alle piacevoli sorprese, c’è spazio anche per coloro che non hanno convinto nel loro remake alla Juve. A cominciare da Fabio Cannavaro: il Pallone d’Oro ha vinto e incantato dal 2004 al 2006 a Torino, vincendo poi il Mondiale con l’Italia anche in quella stagione. Dopo l’esperienza al Real Madrid, Cannavaro è ritornato alla Juventus nel 2009/2010, non riuscendo a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, complice anche una stagione poco fortunata per l’intera squadra.

Anche Gonzalo Higuain non è riuscito a lasciare interamente il suo segno quest’anno con Maurizio Sarri in panchina. Una stagione in chiaroscuro quella del Pipita, trascinatore nei suoi primi anni a Torino poi, dopo le esperienze con Milan e Chelsea, non è riuscito a ritagliarsi un palcoscenico nel suo ritorno in bianconero. Stesso discorso per Sebastian Giovinco, cresciuto nel settore giovanile bianconero e mattatore assoluto con la maglia del Parma. Rientrato a Torino, non ha dato ciò che i tifosi si aspettavano da lui.

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