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La Juve non sa più vincere; l’alibi Ronaldo e le colpe di Allegri

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Ennesima rimonta subita contro il Milan, due punti in classifica. La crisi della Juve, in piena zona retrocessione, ha radici profonde

I segnali non sono per nulla incoraggianti, anzi. Non c’è traccia della Juventus che ha dominato 9 campionati consecutivi, come se si fossero esauriti contemporaneamente inerzia, stimoli, fame e energie. Caratteristiche che hanno spinto i bianconeri oltre i loro limiti nell’ultimo decennio, senza le quali la Juve diventa una squadra qualsiasi, svuotata, senza una direzione, terzultima in classifica dietro il Venezia e davanti alla Salernitana. Il tempo dirà se la stagione è già compromessa, ma fa un certo effetto vedere un crollo verticale inatteso, con zero vittorie dopo quattro giornate di campionato. Anche perché non succedeva dal ’60/’61. Sette punti persi da rimonte (Udinese, Napoli e Milan), nessun gol segnato nei secondi tempi: la Juve si perde alla distanza, ma è giusto chiedersi anche il perché.

Allegri intanto sembra aver perso quel tocco magico grazie al quale risolveva spesso le partite dalla panchina, e lo dimostra la gestione del secondo tempo contro il Milan e il suo “mea culpa” a fine gara. O forse i giocatori in rosa non sono semplicemente all’altezza delle aspettative bianconere. A volte bisogna ricominciare, e ricostruire, anche a costo di non vincere. Ma da arrivare secondi (o terzi) ad alzare bandiera bianca con 8 punti di distacco dalla vetta della classifica (in attesa del Napoli…) dopo 4 partite di campionato ce ne passa. Negli ultimi tempi si è rotto qualcosa, a livello di mentalità e consapevolezza, il primo a fiutarlo ha fatto immediatamente le valigie per Manchester, sola andata. Per tre anni Ronaldo è stato un trascinatore ma anche l’alibi che ha nascosto pecche tecniche e strutturali di una squadra già a fine ciclo un paio di anni fa. E ora troppe cose sono cambiate tutte assieme, e manca soprattutto equilibrio, come ripete spesso Allegri: questa Juve non è da primo posto in classifica, ma nemmeno da zona retrocessione, non è da finale di Champions ma può tranquillamente passare il girone. A patto che faccia pace con sé stessa, riesca a rimanere in partita per 90 minuti e ritrovi quella compattezza che ha sempre fatto la differenza. Ma rischia di essere già troppo tardi.