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Juve Roma: da Turone al violino di Garcia. Polemiche nella storia

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Juve-Roma è la gara che chiuderà la prossima domenica di Serie A. Una sfida da sempre molto sentita da entrambe le parti

La sosta per le Nazionali volgerà al termine a breve e la Serie A presto si riprenderà la scena. Partita di cartello del prossimo turno è Juventus-Roma, gara che si disputerà domenica 17 all’Allianz Stadium di Torino e che vedrà l’affascinante scontro in panchina tra Allegri e Mourinho. Quella tra bianconeri e giallorossi non è mai stata una gara banale ma, con il passare del tempo, la rivalità tra le due squadre è andata via via ravvivandosi.

IL GOL DI TURONE E IL TRADIMENTO DI “DON FABIO”

Le origini di questa inimicizia vanno ricercate nella stagione 1980/81. Le due squadre arrivano a giocarsi lo scudetto fino alla fine, distanziate solo da un punto a tre giornate dal termine della stagione. Partita bruttina quella di Torino, sbloccata negli ultimi minuti dal gol del romanista Turone. Anzi no, perchè la rete viene annullata per una posizione di fuorigioco del difensore. Questione di centimetri per una rete che fa discutere ancora oggi, visto che poi lo scudetto andrà proprio ai ragazzi di Trapattoni per due sole lunghezze di vantaggio. Juve-Roma è uno scontro che si protrae per tutta la prima metà degli anni ’80. Ad avere ragione sono quasi sempre i bianconeri, ma i capitolini, nel 1983, riusciranno finalmente a spezzare l’egemonia della Vecchia Signora, al primo anno in Italia di Platini, riportando a casa un titolo che mancava da quasi 40 anni. Dopo un vistoso calo di entrambe le compagini, lo scontro torna a proporsi alla fine del secolo scorso. Ad avere ragione è nuovamente la Roma, stavolta allenata dall’ex centrocampista Capello, sulla squadra allora di Ancelotti. Terzo scudetto della storia romanista, festeggiato anche grazie al 2-2 in rimonta di Torino, con un Van der Sar non in serata di grazia a differenza del giapponese Nakata. Don Fabio che poi, nella calda estate del 2004, deciderà di tradire quell’ambiente che lo aveva tanto esaltato per tornare proprio alla Juve, voluto dal Dottor Umberto Agnelli in sostituzione di Lippi, approdato alla Nazionale. “Non andrei mai alla Juve, è una scelta di vita”, e poi Capello si ritrovò a giocare la gara da avversario, portandosi dietro anche il brasiliano Emerson e il francese Zebina. Una scelta che una parte della tifoseria romana non gli ha ancora mai perdonato del tutto.

ULTIMI ANNI: IL GOL DI OSVALDO E IL VIOLINO DI GARCIA

Anche negli ultimi anni, la sfida a distanza tra la Capitale e il capoluogo sabaudo non è mai stata esente da emozioni. Basti pensare alla stagione 2013/14, quella delle dieci vittorie iniziali consecutive della Roma di Rudi Garcia, che fecero cullare nell’ambiente il sogno del quarto alloro tricolore. Non erano però stati fatti i conti con la Juve di Tevez, che in panchina vedeva per l’ultimo anno Antonio Conte. 102 punti in campionato (distacco di +17 a fine anno) e un gol, quello di Osvaldo all’Olimpico a recupero inoltrato, che resero ancor più dolce il terzo dei nove scudetti consecutivi della Signora. Scontro al vertice anche l’anno dopo, quando all’ombra della Mole arriva Allegri. Alla sesta giornata della stagione 2014/15 si gioca l’attesissimo Juve-Roma. Una gara piena di capovolgimenti e di polemiche per presunte sviste arbitrali, decisa nel finale dalla rete al volo di Leonardo Bonucci. Garcia reagirà con il famoso gesto del violino, ripreso dalla parte giallorossa del Tevere come simbolo di lotta verso gli acerrimi nemici, pronunciando poi l’ormai famosa frase “Da questa partita ho capito che quest’anno vinceremo lo scudetto”. La storia andrà poi diversamente, con un altro +17 in classifica a regalare in bacheca il quarto scudetto consecutivo. Ultimo vero duello per il primo posto è quello della stagione 2016/17, quando all’ombra del Colosseo torna Luciano Spalletti. Totti e compagni tallonano i rivali fino alle ultime battute della stagione, favoriti anche da una Juve distratta anche dalla campagna europea che porterà alla finale di Cardiff. I gol di Mandzukic, Dybala e Alex Sandro nella penultima gara contro il Crotone, però, risolveranno per l’ennesima volta la disputa in favore di Madama, che giungerà al suo sesto scudetto di fila, battendo il record della squadra degli anni ’30.