Juve, sei mesi di Sarri: cosa è cambiato e cosa non cambierà mai

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Juve, sei mesi di Sarri: cosa è cambiato e cosa non cambierà mai. Primo bilancio della stagione zero in casa bianconera

«Per la nostra società sono stati fatti grandi cambiamenti: abbiamo cambiato allenatore, staff tecnico, staff medico. Siamo convinti delle nostre scelte e crediamo porteranno dei frutti. Ma non è un momento di transizione: la Juve è fatta di lavoro, sacrifici e obiettivi massimali. Vogliamo vincere anche quest’anno. Sarri sta facendo un ottimo lavoro, la squadra lo sta seguendo. Si stanno formando nei calciatori le idee che lui vuole. Siamo fiduciosi».

Parole di Pavel Nedved, pronunciate dal vicepresidente della Juventus in data 23 agosto. Il campionato non era nemmeno iniziato e gli albori dell’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera erano stati tormentati da una debilitante polmonite. Il vento d’estate portava aria di grande cambiamento, quasi una svolta epocale. Dopo 5 anni di vittorie e firmate Massimiliano Allegri la necessità di rivoluzionare il proprio modo di intendere calcio per provare a vincere in maniera diversa e in palcoscenici sino ad allora ostili. Percentuale di rischio alta, così come quella del coraggio di una scelta condivisa da tutta la dirigenza.

Nessuno aveva detto che sarebbe stato facile. Sei mesi dopo il tanto agognato bel gioco è visibile ancora soltanto a sprazzi e i risultati, ottimi in campionato ed eccellenti in Europa, non sono bastati a cancellare i malumori di chi ancora vede stridere il Sarri allenatore con la mentalità Juventus. E non solo per una questione di attitudine. La recente sconfitta in Supercoppa ha avvelenato la cena di Natale, oscurando un quadro sino ad allora godibile e rimestando vecchi borbottii. La piazza Juve, in senso stretto e lato, non accetta la parola sconfitta e non lo farà mai. Questo non cambia, per il resto serve pazienza, fiducia e il giusto punto di vista. Alla fine saranno gli obiettivi raggiunti, come sempre, a misurare l’anno zero.

Condividi