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La Juve tira la volata alla Superlega, Agnelli in rotta con Eca, Fifa e Uefa

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Ieri il comunicato ufficiale della nascente Superlega, che probabilmente debutterà già ad agosto. Dentro Juve, Inter e Milan

Più che una rivoluzione è uno scisma in piena regola quello che nella serata di ieri ha cambiato per sempre il calcio europeo. La Superlega è realtà, la Juventus e gli altri 11 club fondatori hanno rotto il fronte, pronti alla guerra con Fifa e Uefa che minacciano azioni legali e sanzioni. E intanto Agnelli si dimette dalla presidenza ECA e dall’Esecutivo UEFA, ruoli al momento incompatibili con la vicepresidenza della Superlega. Può sembrare un capriccio delle big per tagliare fuori il “popolino”, ma in questo momento rischia di essere più un’esigenza dettata da logiche di necessità e opportunità. La pandemia ha inguaiato i bilanci e la nuova competizione potrebbe dare nuova linfa vitale alle casse in difficoltà dei top club d’Europa. Rilanciando il prodotto ben oltre le aspettative dell’attuale Champions, che domina in Europa ma fuori (America e Asia ad esempio) ha una risonanza relativa. L’obiettivo non è quello di abbandonare la cara vecchia Serie A, anzi. Nel comunicato congiunto si chiarisce che «I club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali».

Federazioni permettendo ovviamente, perché in queste ore di equilibri stravolti è probabile che le varie leghe prendano posizioni simili in tutto e per tutto a quelle di Uefa e Fifa, pronte a reinventarsi, forse da subito. Smentite le voci della sospensione dell’attuale Champions League, ma c’è grande apprensione per i futuri contraccolpi e tanta curiosità per le squadre che completeranno la Superlega. C’è chi lo considera un ammutinamento d’élite, uno strumento che aumenta il divario tra le grandi e le piccole, ammazzando l’economia provinciale. E chi invece intuisce le potenzialità di un nuovo progetto molto ambizioso, che strizza l’occhio a situazioni simili (ma non uguali) già sperimentate in altri sport. L’unica certezza è che da ieri il calcio è cambiato, ora sarà guerra senza quartiere, in attesa di un assestamento fisiologico per metabolizzare qualcosa che era nell’aria. Ma che ha comunque preso tutti in contropiede.

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