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Juventus, Cherubini esclusivo a Tuttosport: «Kean per un nuovo progetto»

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Federico Cherubini, dirigente della Juventus, ha rilasciato queste dichiarazioni a Tuttosport, parlando anche di Kean

La Juventus è in cerca di riscatto dopo la passata stagione deludente che ha visto l’Inter vincere il campionato e i bianconeri scivolare al quarto posto. Risultato, come sostengono in molti, frutto di politiche di mercato e societarie sbagliate negli ultimi due anni. Inoltre bisogna aggiungere anche la crisi causata dal Covid-19 che ha tolto l’accesso al pubblico agli stadi. Non a caso proprio la dimora bianconera in questi 10 anni è stata una fonte principale di ricavo economico, oltre che piazzarsi tra i migliori e ben progettati stadi sportivi italiani e internazionali.

Intanto Federico Cherubini, erede di Fabio Paratici alla Juventus, parla del progetto bianconero in una lunga intervista a Tuttosport. Partendo dall’addio di Cristiano Ronaldo, finito al Manchester United negli ultimi giorni di mercato: «Quando Ronaldo ci ha detto che voleva andare via abbiamo avuto un solo pensiero. E non era: esce Cristiano dobbiamo sostituirlo. Era: esce Cristiano, dobbiamo anticipare il futuro. Kean non è il sostituto di CR7, ma l’elemento di un piano per continuare a vincere, ma con un altro progetto».

«L’ambizione e la volontà è quella di mantenere una squadra competitiva, perché è il primo paletto del club, sempre – afferma Cherubini -. Ma attraverso un progetto diverso, che passerà da un ringiovanimento che cambierà, inevitabilmente, il volto della rosa. Se prima c’erano giocatori con un peso specifico e un background di spessore, nel nuovo corso ci sarà un valore potenziale che l’allenatore dovrà sviluppare, fermo restando che in queste due settimane abbiamo avuto 16 nazionali in giro. Restiamo molto competitivi e non cambiamo il punto di arrivo che è sempre la vittoria, ma con una strada differente».

Parole d’ordine competitività, come afferma in più momenti il nuovo DS: «Il primo punto, l’ho detto e lo ribadisco, resta la competitività: l’obiettivo è vincere ogni competizione alla quale partecipiamo, la sfida è riuscire a farlo con un progetto diverso. Sì, il rischio sportivo si alza un po’ di più, questo è evidente. Ma noi dobbiamo compensare questo rischio con la cultura del lavoro, la solidità, la storia del club, la disciplina, tutti aspetti che rendono questa società unica e che ci viene riconosciuto da molti ragazzi, spesso stranieri. E’ bello che abbiano questa percezione del nostro ambiente. E’ un valore, forse il più forte che abbiamo e che non dobbiamo mai perdere di vista. In questo senso, l’idea di riportare nel club dei nostri ex calciatori è importante, perché sono portatori del Dna. Abbiamo figure storiche come Nedved e Pessotto, ma il rientro di Storari e Padoin, per esempio, manda segnali che vanno in questa direzione, perché sono i testimoni di questa cultura e sanno come portarla avanti».

Capitolo mercato: «Abbiamo un piano di investimenti per i prossimi anni e sappiamo già quanto potremmo spendere sul mercato. E sono convinto che potremo cogliere altre opportunità, ovviamente orientate al tipo di campagna acquisti che abbiamo condotto finora: giovani con grandi potenzialità e, possibilmente, italiani. Anche se bisogna essere cauti nel fare previsioni, bisogna capire che tipo di mercato tornerà quando si attutiranno definitivamente gli effetti della pandemia. Quest’anno c’è stato un mercato schizofrenico: a un problema economico globale, ci sono state risposte domestiche molto differenti, anche per circostanze differenti».