Juventus, un decennio in linea verde: chi sono i talenti lanciati in prima squadra

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Juventus, un decennio in linea verde: ecco i talenti lanciati in prima squadra dal club bianconero negli ultimi dieci anni

I successi, mattoncino dopo mattoncino, si costruiscono dalle fondamenta. E le basi solide della Juventus fortificate in questi anni sono state il segreto dello straordinario ciclo di vittorie aperto nel 2011/2012. Organizzazione, programmazione e uno sguardo proiettato al futuro: tre prerogative insite nel DNA del club, dove l’attenzione capillare per i dettagli è sì orientata alla prima squadra, ma non solo. Negli anni, il lavoro svolto nel settore giovanile ha permesso di far sbocciare tanti giovani talenti che, nell’ultimo decennio, hanno tagliato il traguardo dell’esordio in maglia Juve. Palcoscenici ambiziosi per giovani sognatori.

Se il 2010/2011 è coinciso con il settimo posto nell’era Delneri, si può affermare il contrario sulle tante giovani promesse lanciate in prima squadra. Le 4 apparizioni in prima squadra di Manuel Giandonato sono state il fiore all’occhiello di quella Primavera, con altri sei talenti della squadra di Giovanni Bucaro ‘promossi’ tra i grandi. 3 gettoni collezionati da Niccolò Giannetti, 2 per Vincenzo Camilleri, Marcel Buchel, Filippo Boniperti e Alberto Libertazzi, 1 invece per Matteo Liviero.

L’avvento di Antonio Conte sulla panchina bianconera ha portato con sé la conferma di quella tradizione nel preservare i talenti del proprio vivaio. E così è stato nel 2011/2012 per Frederik Sorensen (1 presenza) e Luca Marrone che, nonostante la giovanissima età, è diventato ben presto un punto fermo della rosa bianconera. Nel 2012/2013 la Serie A ha spalancato le porte a Stefano Beltrame, trascinatore della Primavera, mentre l’anno successivo la meteora Ouasim Bouy ha marchiato a fuoco il suo esordio tra i grandi.

Il 2014/2015 ha visto l’avvicendamento in panchina con Massimiliano Allegri, e una stagione che ha portato la Vecchia Signora al biglietto di sola andata destinazione Berlino, finale di Champions. Federico Mattiello, il sedicenne Mattia Vitale e Kingsley Coman sono stati i giovani ad essersi esibiti in quell’anno, trovando una certa continuità nell’arco della stagione. L’anno dopo, poi, Allegri ha concesso il brivido dell’esordio ad Andrea Favilli, classe ’97 come Audero e Mandragora, protagonisti nel 2016/2017. Quella stagione, contro il Pescara, Moise Kean bagnò la sua ‘prima volta’ all’Allianz Stadium, entrando di fatto nella storia della Serie A.

Brividi in Champions League al Camp Nou per Fabrizio Caligara nel 2017/2018, mentre l’anno successivo è stato il turno di ben sette baby talenti. Paolo Gozzi, Grigoris Kastanos, Hans Nicolussi Caviglia, Matheus Pereira, Manolo Portanova, Stephy Mavididi e Moise Kean, diventato l’emblema di quella stagione grazie alla capacità di risolvere le partite con i suoi gol pesanti (7 in 17 presenze). La gioia quest’anno è arrivata per Simone Muratore, che ha sentito rintoccare le note della Champions in casa del Bayer Leverkusen.