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Hurtig, McKennie, arcobaleni e non solo: Juventus avversaria di ogni pregiudizio

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Hurtig, McKennie e arcobaleni: Juventus avversaria di ogni pregiudizio. Il club bianconero prosegue il suo percorso a favore delle diversità

Vincere è l’unica cosa che conta e per la Juventus questa partita è più importante delle altre: in ballo non ci sono tre punti, non c’è il passaggio a un turno successivo, non c’è nemmeno un trofeo. La Juve sta giocando contro i pregiudizi e lo sta facendo col massimo impegno e sempre più offensivamente: senza paura di sbilanciarsi e prendere gol perché convinta di essere dalla parte del giusto. Il percorso del club bianconero contro le discriminazioni è lungo e parte dall’educazione alla diversità nei confronti dei più piccoli. Incontri e iter formativi sono promossi con l’intento di migliorare non solo se stessi, ma anche la propria comunità a livello globale. Sono i così detti Juventus Goals: “l’insieme di tutte quelle iniziative a impatto sociale che Juventus ha intrapreso da più di dieci anni, a cui si aggiungono costantemente nuove e preziose collaborazioni con l’obiettivo di fare leva sui valori dello Sport per contribuire concretamente all’evoluzione della Società e delle nuove generazioni“. Azioni e programmi concreti: dal podcast “Sulla Razza” al progetto educativo Un Calcio al Razzismo passando per Gioca con Me, Fair People e Juventus for Special.

Così la Juve intende diventare un modello virtuoso, oltre che una famiglia sempre più inclusiva. Il club bianconero ha accompagnato passo dopo passo Lina Hurtig e la compagna Lisa nell’attesa della nascita della loro bambina, volendone raccontare e diffondere emozione ed amore. Il giorno dopo l’approdo a Torino di Weston McKennie, da sempre in prima linea nella lotta al razzismo, la Juventus gli ha fatto pervenire un libro di Nelson Mandela«E’ stato un piccolo gesto, ma per me ha avuto un enorme valore. Il libro parlava del suo movimento e così il club mi ha voluto rassicurare: “Vogliamo che tu prenda questo come segno del nostro impegno al tuo fianco, siamo con te e ti supportiamo. Non sei solo in questa battaglia…“». Lo scorso 21 marzo poi, per la Giornata Internazionale contro la discriminazione razziale, Juve e Juventus Women (il cui progetto è esso stesso un grido contro il pregiudizio) sono scese in campo con delle maglie speciali i cui numeri raccontavano una statistica legata al razzismo. L’ultimo episodio è legato all’idea del Comune di Monaco di illuminare l’Allianz Arena con luci arcobaleno per solidarietà con la Comunità Lgbt+ in Ungheria e contro la politica omofoba di Orbán. Una proposta rigettata dalla Uefa (ufficialmente perché proveniente da un ente politico) che è stata invece cavalcata dal club bianconero, e non per giochi diplomatici come qualcuno ha frettolosamente supposto. La pubblicazione sui canali social ufficiali del logo J arcobaleno, tra l’altro rilanciato oggi in occasione del Pride Month, ha scatenato reazioni contrastanti (tanti commenti di odio quanti quelli di approvazione) da parte di fan e tifosi. Ecco perché la Juve, questa volta più che mai, deve vincere davvero a tutti i costi.

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