Juventus in ritiro, tutti i retroscena: perché Spalletti ha cambiato idea e le dure parole di Carnevali alla squadra
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Juventus in ritiro, tutti i retroscena: perché Spalletti ha cambiato idea e le dure parole di Carnevali alla squadra

Perché Spalletti ha cambiato idea e le dure parole di Carnevali alla squadra: Juventus in ritiro, tutti i retroscena

A distanza di dodici mesi esatti da quando Luciano Spalletti sosteneva con fierezza che il ritiro rappresentasse soltanto una condizione mentale e non un luogo fisico, la Juventus si ritrova costretta a sconfessare clamorosamente quella filosofia. Il punto di non ritorno toccato a Marassi contro il Genoa ha fatto traboccare il vaso: la squadra bianconera ha smarrito bussola, identità e anima, raccogliendo un bottino in classifica talmente magro che a Torino non si registrava da ben undici stagioni. Di fronte a questo vuoto pneumatico e alla disarmante superficialità con cui è stata affrontata l’ultima trasferta, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha preso la parola al centro del campo di allenamento della Continassa, rivolgendosi con toni durissimi ed espliciti al gruppo al gran completo, infortunati compresi, per ricordare con assoluta fermezza che quanto andato in scena è del tutto inaccettabile e che occorre portare rispetto verso la proprietà di John Elkann, la società e l’intera tifoseria, lo scrive La Gazzetta dello Sport. Mentre La Stampa ne virgoletta e sintetizza le parole: «Certe figure non sono accettabili. Siamo la Juve ricordatevelo!»

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Dalle parole si è passati immediatamente ai fatti sul campo: su esplicita richiesta dello stesso tecnico toscano, pienamente e prontamente condivisa dai vertici societari, l’intera rosa resterà chiusa in ritiro blindato fino alla fondamentale sfida di domenica sera contro il Napoli (secondo Tuttosport potrebbe protrarsi anche oltr . Per Spalletti l’incrocio contro i partenopei assume i contorni drammatici di un esame da dentro o fuori: la fiducia ribadita dalla dirigenza resta infatti rigidamente a tempo. Nonostante l’allenatore di Certaldo si dichiari ancora convinto di possedere gli strumenti tattici e motivazionali per uscire da questo cortocircuito, volendo onorare il contratto prolungato ad aprile, la sua panchina traballa vistosamente].

Sullo sfondo, mentre il gruppo di calciatori cerca di ricreare nei tre giorni di totale isolamento quell’entusiasmo smarrito dopo la mancata qualificazione in Champions League, l’intero ambiente e la piazza bianconera continuano a invocare a gran voce il clamoroso ritorno di Antonio Conte, sebbene una sterzata a stagione avviata resti complessa e ricca di ostacoli]. Oggi, 30 ottobre, si chiude il primo anno di gestione dell’ex commissario tecnico azzurro con un bilancio diametralmente opposto a quello sperato: dodici mesi fa parlava con ottimismo di guardare in alto, oggi il copione si è dolorosamente e totalmente capovolto.

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