LAVAGNA TATTICA – Bentancur sarà determinante per il funzionamento del pressing

juve bentancur
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Pirlo ha punte con scarsa indole difensiva. L’aggressività di Bentancur deve aiutare la Juve a essere corta e intensa nel pressing

Ieri abbiamo scritto su come Dzeko cambierebbe la Juve. Il bosniaco si integrerebbe bene con Ronaldo e porterebbe caratteristiche che oggi mancano ai bianconeri. Le principale incognite riguardano il pressing offensivo, ossia il principale tallone d’Achille della scorsa stagione. La Juve non è quasi mai riuscita a essere corta e alta come voleva Sarri, si è sempre schiacciata dietro. Non a caso, le punte bianconere hanno numeri difensivi piuttosto mediocri: Dybala prova a sacrificarsi ma è incostante e non ha una grande tenuta, mentre Ronaldo è spesso anarchico (o addirittura fermo). Basti pensare che il portoghese è il penultimo attaccante d’Europa per azioni di pressione sull’avversario.

Dzeko accentuerebbe ulteriormente questi difetti, visto che il bosniaco (anche per motivi anagrafici) nei suoi pregi non ha certo l’intensità nell’aggredire l’avversario. Come riportano i numeri di Fbref elaborati da Calcio Datato, Dzeko è il 172° attaccante d’Europa per tentativi di pressione (e con Suarez la situazione non migliorerebbe, visto che anche lui negli ultimi anni è diventato sempre più fermo).

Pirlo dovrà quindi studiare soluzioni ad hoc per rendere la Juve corta ed equilibrata, con centrocampo e difesa che dovranno sopperire all’indole difensiva dell’attaccante. McKennie sembra un profilo acquistato in quest’ottica, visto che ha numeri molto importanti nel recupero palla. Tuttavia, sembra difficile ipotizzare l’americano come titolare.

Probabilmente, Bentancur sarà rivestito di grande responsabilità nel pessing. D’altronde, in una squadra spesso statica e ferma, nell’ultima stagione era l’uruguagio il giocatore che dava più intensità alla Juve, accorciando con i tempi giusti e provando tante volte il contrasto (recordman dei bianconeri nei tackle).

Non possiamo ancora sapere quale sarà il vertice basso titolare della prossima stagione, se l’ex Boca o Arthur (d’altronde non possiamo sapere neanche il modulo). Può essere però un rischio allontanare l’uruguagio dalla trequarti rivale visto che, come abbiamo detto, la Juve oggi ha punte che lavorano poco in fase di non possesso. L’aggressività di Bentancur potrebbe aiutare il pressing offensivo, un po’ come faceva Vidal con Conte quando si alzava sulla stessa linea degli attaccanti.

D’altronde, è un qualcosa che avevamo visto anche nello Juventus-Milan post lockdown. Nel primo tempo, i bianconeri recuperavano stabilmente palla in avanti anche grazie a un Bentancur che, nel primo pressing, andava in aggressione su Romagnoli. In questi frangenti, l’intensità di Bentancur può rivelarsi un fattore determinante. Basti pensare che l’uruguagio è il centrocampista del campionato con più contrasti vinti nel terzo di campo rivale.

Si vede qui.

Il rischio, in quel caso, è che Arthur sia isolato in campo aperto qualora il pressing non funzionasse e la prima linea venisse saltata. Motivo per cui la Juve ha bisogno di rimanere estremamente corta.

Inoltre, molto passerà anche da Kulusevski, che dovrebbe essere il “terzo” che accompagnerà Ronaldo e Dybala/Dzeko.  Il Parma non era certo una squadra che pressava in avanti, ma lo svedese ha comunque mostrato numeri difensivi importanti nella scorsa Serie A. É stato addirittura il secondo giocatore del campionato per tentativi di pressione, quindi ha statistiche incoraggianti. La sua indole difensiva determinerà molto del corretto funzionamento del pressing, l’aspetto che oggi sembra la sfida più difficile per Pirlo.

 

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