LAVAGNA TATTICA – Il ruolo di Dzeko nella nuova Juve di Pirlo

roma dzeko
© foto www.imagephotoagency.it

Dzeko dà alla Juve caratteristiche che oggi mancano ai bianconeri. SI tratta di un giocatore complementare con Ronaldo

L’utilizzo del cross

Dzeko è ormai a un passo dall’essere il nuovo attaccante della Juve di Pirlo. Già nella prima amichevole, si sono viste le idee tattiche del nuovo allenatore, principi che sono stati ulteriormente chiariti nella sua tesi di Coverciano. La sua Juve si schiera con un evidente 3-2-5 in fase di possesso palla: in questo scaglionamento, gli esterni (Alex Sandro e Cuadrado contro il Novara) sono sempre alti per dare ampiezza, ci deve essere un costante riferimento sulla linea di fondo.

Questo perché lo scopo è quello di effettuare tanti cambi di campo per mandare gli esterni sul lato debole, consentendo loro di puntare i terzini avversari. Evidente la differenza rispetto a Sarri, allenatore che quasi sguarniva l’ampiezza e concentrava l’intera squadra in pochi metri. Al contrario, la Juve di Pirlo effettua molti cambi di gioco e intende utilizzare di più il cross come arma di rifinitura (contro il Novara si è visto già un ottimo riempimento dell’area). Al contrario, con Sarri si attaccava quasi unicamente tramite rapide combinazioni centrali di prima, con la palla che si alzava raramente.

Il peso di Dzeko nel gioco aereo

Già solo analizzando questo aspetto, si nota come Dzeko si inserisca bene nella nuova Juve. Il bosniaco ha infatti grandi qualità nel gioco aereo: basti pensare che è il quarto calciatore del campionato per tiri di testa ogni 90′ (circa 1.1). Questo vuol dire che, tra lui e Ronaldo, i bianconeri avranno grandi saltatori al centro dell’area di rigore, un aspetto che può rendere molto efficacia i cross che arriveranno.

Oltre che per la finalizzazione, l’ex Manchester City avrà compiti importanti anche nella rifinitura. Come abbiamo scritto, a Roma ha avuto una evoluzione tattica particolare, che lo ha reso un vero e proprio regista offensiva con una visione di gioco sopra la media (9 assist nell’ultima stagione).

Come detto, la Juve cerca molto i cambi di gioco per i propri esterni: contro il Novara, McKennie ha dimostrato grandi qualità nel lancio lungo con traiettorie millimetriche.

juve mckennie

Un cambio di gioco di McKennie

Il problema è che, americano a parte, i bianconeri hanno centrocampisti con qualità sopra la media nel gioco lungo. Al contrario, Dzeko è un maestro nel proteggere palla e smistare il gioco sugli esterni, grazie a passaggi molto puliti. Il bosniaco non sarà quindi solo importante nel finalizzare il cross, ma anche nel servire gli esterni in corsa. Possiede senza dubbio un’associatività maggiore rispetto a Suarez.

Caratteristiche che mancano

In questa stagione, Dzeko si alternerà con Dybala come partner di Ronaldo. La Juve avrà praticamente due “co-titolari”. Quel che è certo è che mancava un profilo come il bosniaco, anche per assecondare al meglio le caratteristiche di Ronaldo: non è un caso che il bosniaco fosse l’uomo scelto da Andrea Pirlo, proprio perché ha le caratteristiche servono alla squadra. Cuce bene i reparti con preziosi movimenti a venire inconto, sa giocare bene spalle alla porta e crea molti spazi per i compagni: un contesto in cui Ronaldo si può esaltare (basti pensare agli anni con Benzema)

dzeko

Un esempio nella slide sopra, in cui Dzeko viene incontro e i compagni aggrediscono la profondità. In questo caso, il bosniaco effettua un preciso filtrante per Under.

Inoltre, quando la Juve imposta dal basso può tornare molto utile un profilo come il bosniaco, ossia un giocatore in grado di venire incontro e dare soluzioni di passaggio ai difensore.

 

LEGGI ANCHE: Come Pirlo vuole fare giocare la sua nuova Juve

 

Condividi