LAVAGNA TATTICA – Perché sarà difficile rinunciare a questo Danilo

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In queste ultime partite della Juve, stiamo vedendo un Danilo prezioso in entrambe le fasi. Per Pirlo, sarà difficile rinunciare al brasiliano

Un 4-4-2 più attendista

Anche se con il rammarico per il gol subito nel finale (e per come è avvenuto), Lazio-Juve è stata una gara che lascia tanti spunti in chiave futura. Abbiamo infatti visto una squadra piuttosto lontana dai proclami che Pirlo esprime sempre nelle sue interviste quando parla di calcio. Il tecnico bresciano ha detto di volere una squadra che domini il possesso e che recuperi palla subito dopo averla persa.

All’Olimpico, abbiamo invece visto una Juve che non ha affatto disdegnato un atteggiamento rinunciatario, con un baricentro più basso e prudente. I tentativi di pressing alto sono stati abbastanza deficitari, di conseguenza gli ospiti si sono difesi per larghi tratti del match nei pressi della propria area di rigore, attaccando soprattutto in ripartenza.

La fase di non possesso è stata a due facce: se è vero che, nel complesso, i bianconeri hanno rischiato molto meno rispetto alle ultime partite, va detto che continua a esserci una passività eccessiva. La Juve è spesso lenta e poco intensa nel coprire la palla, ci si porta con troppa facilità gli avversari dentro la propria trequarti e area di rigore.

L’attenzione dei terzini

Nel match di Roma, i più positivi sono stati probabilmente Cuadrado e Danilo. Per sfondare, la Lazio utilizzava tante volte i cambi di gioco per i quinti: la manovra si è però bloccata spesso sulle corsie esterne, con Marusic e Fares che hanno offerto un contributo non all’altezza. Va però assolutamente elogiata la prova dei terzini bianconeri, che – anche grazie a raddoppi puntuali – non si sono quasi mai fatti saltare e hanno vinto tanti duelli individuali.

Inoltre, come si vede nelle slide sopra, la Lazio attaccava con tanti uomini dentro l’area di rigore. Questo vuol dire che ogni pallone recuperato si tramutava in una possibile ripartenza pericolosa. Molte azioni offensive in campo aperto della Juve sono proprio nate da precisi interventi difensivi di Cuadrado e Danilo, con la manovra biancoceleste che si bloccava in fascia spesso e volentieri.

L’importanza di Danilo

L’importanza di Danilo non si vede però solo nella solidità che ha mostrato in fase di non possesso, ma anche nella qualità che dà alla circolazione di palla. Nel brasiliano, si nota con chiarezza l’eredità degli anni passati con Guardiola: si tratta di un giocatore molto pulito tecnicamente, che catalizza su di sé tanti palloni. Sa sempre quando verticalizzare o quando invece condurre palla al piede per creare situazioni di vantaggio.

Oggi, però, le qualità che si stanno rivelando più utili per la Juve sono soprattutto quelle senza palla. Nelle ultime settimane, uno dei difetti dei bianconeri era l’eccessiva staticità: il 3-2-5 era troppo rigido, con i giocatori fermi e restii ad abbandonare le posizioni di partenza.

Al contrario, Danilo è in costante movimento, sa fare smarcamenti preziosi e vari a seconda della situazione di gioco, per farsi trovare libero.

Un esempio nella slide sopra. Bentancur arretra molto la propria posizione, attirando Muriqi su di sé. Danilo si stringe e va intelligentemente a prendere il posto del compagno, il quale lo trova libero alle spalle degli attaccanti biancocelesti. A quel punto, il brasiliano effettua un preciso filtrante per Frabotta che buca la mediana laziale. Grazie al movimento di Danilo, la Juve riesce a superare il pressing capitolino e a trovare superiorità.

Come si vedeva già ai tempi del Manchester City, l‘ex Porto ama stringere la propria posizione, tant’è che a volte sembrava quasi un centrocampista. Guardiola ha ulteriormente valorizzato questa sua indole, visto che il tecnico catalano ha sempre utilizzato terzini che in fase di possesso entrano dentro al campo.

Le qualità di Danilo non sono preziose solo in fase di costruzione, ma anche nella metà campo avversaria. Pur agendo da terzo di difesa in fase di possesso, si sgancia spesso in avanti, con inserimenti improvvisi che danno soluzioni di passaggio ai compagni e creano problemi alla difesa rivale. Il gol di Morata in Spezia-Juve ne è un esempio, visto che in quella situazione il brasiliano si era fatto trovare bene tra le linee: grazie a lui, i bianconeri avevano ben riempito la zona di rifinitura.

Inoltre, nelle numerose ripartenze in campo aperto del match contro la Lazio, il sudamericano ha sempre accompagnato l’azione offensiva, con la Juve che era così in superiorità numerica.

L’azione della traversa di Cuadrado in Juve-Verona. Con una corsa improvvisa, Danilo si sgancia in avanti, con Colley in ritardo nel seguire il suo movimento. Grazie al suo inserimento, la Juve buca il pressing a uomo del Verona.

In Europa tante squadra impostano/giocano a 3 in fase di possesso. Quasi nessuna top però lo fa con 3 centrali puri, di solito si stringe un terzino o si abbassa un centrocampista, per avere più soluzioni, smarcamenti e rotazioni. Proprio per questo, sarà molto difficile rinunciare a Danilo. Servono qualità nel palleggio e smarcamenti, con giocatori capaci di sganciarsi in avanti e dare imprevedibilità alla manovra. Altrimenti, il rischio è quello di essere troppo statici e poco brillanti nella metà campo offensiva.

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