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Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – Juve Spezia: la serata di Alex Sandro da difensore centrale

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juve alex sandro

Alex Sandro e Danilo hanno disputato una prova molto preziosa in Juve-Spezia. E’ stata una partita che ha mostrato bene la loro evoluzione tattica

Evoluzione tattica

A inizio stagione, in pochi avrebbero previsto l’evoluzione che avrebbero avuto Danilo e Alex Sandro, che ai tempi del Porto spingevano entrambi a tutta fascia. Oggi, un po’ per l’età e un po’ per gli allenatori avuti, hanno invece cambiato di parecchio le proprie caratteristiche. Abbiamo scritto a lungo quest’anno del contributo di Danilo: l’ex Manchester City sembra un terzino “guardiolista”, visto che gioca molto dentro al campo in posizioni quasi da centrocampista. A volte agisce sulla stessa linea dei difensori, mentre in altre si sgancia in avanti: in ogni caso, lascia l’ampiezza a Chiesa, ricoprendo una zona più bloccata. Raramente lo vediamo sovrapporsi in fascia, il suo contributo lo si vede in zone più interne del campo. Insomma, un terzino dà ampiezza (Cuadrado di solito), mentre Danilo, sull’altro lato, resta più stretto e bloccato.

Nelle ultime partite, anche Alex Sandro – giocatore che ha perso molta della verve offensiva che lo distingueva anni fa – ha cambiato parecchio raggio d’azione. Contro il Verona, ha agito come terzo di difesa sia con la palla che senza, con la Juventus che – falciditata dalle assenze – si è difesa con il 5-3-2. Al contrario, i problemi fisici in extremis di De Ligt nel riscaldamento pre Spezia hanno costretto Pirlo a schierare in un ruolo dove non lo avevamo mai visto: il centrale di difesa di una difesa a 4, posizione che ha ricoperto in entrambe le fasi.

Sopra si vede la linea a 4 della Juve.

Danilo è fondamentale nel generare spazi

Come abbiamo visto molte volte in stagione, i movimenti di Danilo hanno generato parecchi vantaggi per la manovra bianconera. Oltre a dare pulizia tecnica all’uscita dal basso, l’ex Porto si sganciava spesso in avanti con smarcamenti che bucavano le linee avversarie. Giocate che consentivano ai compagni di trovare l’uomo libero alle spalle del centrocampo spezzino.

Basti pensare all’azione che ha portato al palo di Ronaldo. Nasce proprio da una corsa interna del brasiliano, che si fa trovare tra le linee in modo che Bentancur possa trovarlo.

L’ex Real Madrid riceve e serve poi bene Kulusevski, con la Juve che crea così i presupposti per attaccare in campo aperto.

Rispetto al suo solito, Danilo si è distinto anche per buone sovrapposizioni in fascia. Ha ben supportato Chiesa a destra, quando la Juve allargava il gioco lui si sganciava spesso in avanti per aiutare il compagno. Inoltre, ha avuto un ruolo molto importante in occasione del secondo gol, nato proprio da un lancio di Danilo. Il brasiliano ha premiato correttamente il movimento di Morata ad aggredire la profondità, servendo l’attaccante con un passaggio molto preciso.

juve morata spezia

Insomma, Danilo ha fatto vedere ancora una volta come sia prezioso in tante fasi di gioco e in diverse zone del campo.

Alex Sandro regista difensivo

Anche se a volte non ha accorciato bene sulle punte rivali (d’altronde era una posizione nuova per lui), la gara di Alex Sandro è stata comunque preziosa. Soprattutto in fase di possesso. Il brasiliano è stato infatti il bianconero con più passaggi effettuati (67). Più che per il gioco sul corto, Alex Sandro ha inciso per i passaggi lunghi: con lo Spezia che, come abbiamo scritto ieri, difendeva alto e concedeva molto la profondità, era necessario che qualcuno imbeccasse le punte bianconere.

Sandro è quello che si è preso più responsabilità in queste situazioni: 12 passaggi lunghi tentati, record del match. Proprio da un suo lancio è nato il gol di Morata. E’ stato infatti Alex Sandro che ha servito Bernardeschi in profondità con un lancio da dietro. Non sempre lo Spezia pressava bene, di conseguenza l’ex Porto aveva tempo e spazio per lanciare i compagni in profondità.

Nella prima slide, vediamo l’azione del gol; nella seconda, mette Kulusevski solo davanti al portiere. In entrambi i casi, Alex Sandro è molto pulito e preciso nel lancio.

Insomma, al centro della difesa ha gestito molti palloni, dando verticalità al possesso. Se da terzino a tutta fascia non ha più l’incisività di qualche anno fa, al contrario abbassando la propria posizione può rivelarsi una risorsa importante per la squadra di Pirlo. Juve-Spezia ha fotografato bene l’evoluzione di Danilo e di Alex Sandro rispetto ai tempi del Porto: non più laterali di spinta, bensì terzini atipici che preferiscono giocare in posizioni più interne del campo.

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