LAVAGNA TATTICA -La Juve soffre sul lato di Danilo e Chiesa, il pressing non funziona

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La Juve di Crotone ha sofferto molto in fase difensiva. Soprattutto sul proprio lato destro

Le difficoltà della Juve a Crotone

Ieri il palleggio della Juve ha funzionato molto male. Era però prevedibile: si è agli inizi di un percorso e, soprattutto, c’erano tante assenze in avanti. Non era quindi semplice avere fluidità nella trequarti offensiva, mancava qualità.

Tuttavia, le difficoltà difensive manifestate a Crotone sono molto più inquietanti, un vero campanello d’allarme per Pirlo. La squadra di Stroppa ha messo in grossa difficoltà i bianconeri, stanziandosi nella trequarti rivale per larghe fasi del match. Soprattutto a inizio ripresa, dove la Juve è andata più volte vicina al tracollo e ha faticato molto a risalire il campo.

La giocata che la Juve è sofferto

Ormai abbiamo imparato a conoscere lo scaglionamento dei bianconeri. Attaccano con un 3-2-5 che diventa un 4-4-2 in fase difensiva. Ieri erano Chiesa e Frabotta che davano ampiezza: in fase di non possesso, l’ex Fiorentina agiva da ala destra, mentre Frabotta era invece il terzino.

Stroppa ha preparato un piano gara ad hoc per punire “l’ibrido£ bianconero, con una giocata che ha costantemente messo in difficoltà la Juve. Quando recuperava palla, il Crotone voleva fare densità a destra per poi cambiare il gioco a sinistra. Chiesa si trovava infatti in una posizione molto avanzata (in fase di possesso, è sulla stessa linea delle punte) mentre Danilo gioca stretto e bloccato.

Di conseguenza, il brasiliano era sempre isolato nei cambi di campo, mancavano i raddoppi. Reca, il quinto di sinistra del Crotone, era in costante sovrapposizione pronto ad aggredire la profondità. I padroni di casa lo hanno trovato sempre in corsa, in modo che potesse puntare Danilo. La Juve ha sofferto molto i cambi di gioco, e proprio così sono arrivate le principali occasioni del primo tempo. Reca ha creato tanti problemi a destra.

Il Crotone fa densità a destra per allargare il gioco su Reca. Danilo è stretta.

Nell’azione del rigore, Danilo era addirittura in inferiorità numerica. Il Crotone cambia gioco su Vulic (la mezzala) che può puntare l’ex Manchester City. Alle spalle di Vulic, c’è Reca che accompagna l’azione offensiva e si butta alle spalle del brasiliano. Chiesa è in ritardo, di conseguenza Danilo deve affrontare un 1 vs 2.

A palla persa, la Juve è stata lenta sia a riaggredire che a coprire la palla. Il Crotone riusciva sistematicamente a risalire e a fare cambi di campo sul lato debole, dove la Juve era scoperta e perforabile.

L’azione del rigore.

L’altro grosso demerito della Juve è stato quello di non riuscire a schermare bene Cigarini, il vertice basso del Crotone. In teoria, era Kulusevski che si occupava della sua marcatura. In pratica, i calabresi riuscivano a far girare bene la palla, allargando il gioco, per poi tornare in mezzo, dove l’ex Cagliari era libero di ricevere.

Cigarini è stata una fonte di gioco determinante al centro. Si è distinto in particolare per sventagliate millimetriche, con cambi di campo precisissimi che servivano gli esterni in fascia. La Juve era sempre costretta a rincorrere sui lanci lunghi del mediano crotonese.

L’occasionissima di Pereira di fine primo tempo è nata proprio da una sua apertura. Vulic viene dentro al campo e porta fuori posizione Danilo. La mezzala crotonese torna quindi da Cigarini che, libero di ricevere, serve alla perfezione un Reca che anche in questo caso aggredisce le profondità.

Come si vede nella slide sopra, il Crotone riesce benissimo a creare spazi e a manomettere la struttura difensiva rivale. In questo caso, la Juve è messa molto male, con Chiesa e Danilo che sono entrambi su Vulic. Si forma quindi un brutto buco a destra.

D’altronde, nel post gara Pirlo ha detto che Chiesa ha sbagliato qualche uscita di troppo nel pressing, uscendo sul terzo centrale anziché sull’esterno.

Messias punge tra le linee

Le cose sono ulteriormente peggiorate a inizio ripresa, dove la Juve ha iniziato a concedere tanti spazi anche centralmente. Le punte pressavano male sui difensori, che erano liberi di verticalizzare tra le linee: troppe situazioni di palla scoperta. Inoltre, Cigarini è stato trovato con ancora più facilità rispetto al primo tempo, la Juve non riusciva a prendergli le misure.

Il Crotone ha imbeccato diverse volte Messias alle spalle del centrocampo bianconero, con Arthur che ha incontrato tante difficoltà nel contenerlo. Simy era bravo a tenere impegnato Bonucci, di conseguenza nessuno accorciava sul brasiliano, il quale ha creato grossi pericoli tra le linee.

Insomma, c’è tanto da aggiustare per Pirlo. La sua intenzione è quella di adottare un pressing intenso e di recuperare palla in avanti, ma ieri il Crotone ha messo in grossa difficoltà la fase difensiva dei bianconeri. Non è un caso che la Juve sia paradossalmente migliorata in inferiorità numerica, quando si è schierata con un 4-4-1 molto accorto che ha negato spazi al Crotone.

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