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LAVAGNA TATTICA – Locatelli tocca pochi palloni, Chiellini invece troppi: tutti i problemi della Juve

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La fase di possesso della Juve a San Siro è stata pieno di problemi. I bianconeri hanno faticato nel trovare libero Locatelli

Come abbiamo scritto ieri, l’ingresso di Dybala al 65′ ha dato più imprevedibilità e fluidità alla fase di possesso della Juve. Per più di un’ora, però, la produzione offensiva dei bianconeri – in una gara nel complesso piuttosto brutta, – era stata largamente insufficiente. Passata in svantaggio quasi subito, la Juve aveva dovuto fare un tipo di gara diverso alle ultime settimane, dove la Vecchia Signora si era potuta difendere a oltranza per difendere il risultato. A San Siro la Juventus aveva invece il compito di attaccare una difesa schierata, situazione in cui ha dimostrato di essere ancora molto indietro.

Il 3-5-2 bianconero è stato troppo rigido e meccanico. Non è mai riuscito ad avere una fluidità sufficiente per sollecitare in modo credibile una difesa interista che ha rischiato poco. Lo scaglionamento juventino era statico, raramente vedevamo rotazioni in grado di manipolare e creare dubbi tra le file avversarie. La conseguenza è che, per tutto il primo tempo, la manovra della Juve ha faticato sia a stanziarsi nella metà campo avversaria, sia a liberare un proprio giocatore al tiro.

Il piano di Inzaghi era quello di schermare Locatelli e indirizzare il gioco della Juve verso Chiellini, ossia il meno dotato tecnicamente della rosa. Il capitano bianconero, a cui mancavano costantemente soluzioni di passaggio, ha effettuato l’enorme cifra di 81 passaggi. I ben 13 lanci lunghi che ha tentato dimostrano le difficoltà bianconere nel trovare l’uomo libero, si alzava la palla poiché mancavano idee. Questa confusione si tramutava in tantissimi palloni persi.

Due situazioni in cui l’Inter indirizza il gioco su Chiellini. Nella prima, con la squadra rigida e ferma, prova l’appoggio laterale per Sandro sbagliando la misura del passaggio. Nella seconda, allarga su un Sandro (su cui esce Darmian) che prova poi a tornare dentro per Locatelli: Lautaro però segue bene l’ex Sassuolo, inducendolo all’errore.

Chiellini ha toccato tantissimi palloni anche perché Locatelli era costantemente schermato. Per più di un’ora, la Juve ha faticato a trovare libero il proprio regista, come dimostrano gli appena 11 passaggi riusciti dall’ex Sassuolo nel primo tempo. Se il calciatore con più tocchi della scorsa Serie A è così scarsamente coinvolto nella manovra, vuol dire che ci sono diversi problemi nella fluidità della manovra. I bianconeri erano troppo prevedibili nel giro palla, l’Inter aveva vita facile nel neutralizzare le fonti di gioco.

Due situazioni in cui Locatelli è marcato. Nella prima slide, Danilo serve un McKennie spalle alla porta che viene anticipato da Perisic. Nella seconda, dopo un giro palla molto lento, la Juve è costretta a tornare da un Szczesny che altro non può fare che spazzare. La manovra juventina faticava molto a risalire.

Di conseguenza, avveniva quello che nel gergo viene definito una “circolazione a U”: ossia un possesso orizzontale, senza alcuna verticalità, dove la palla veniva allargata in fascia per poi tornare indietro.

Si vede chiaramente in questa passmap. Locatelli mai servito, con la manovra che andava costantemente sugli esterni e che quasi sempre si fermava lì. Al netto del contesto difficile, va detto che neanche le punte hanno aiutato molto la squadra, in particolare modo un Kulusevski troppo piatto e che raramente faceva da raccordo e catalizzatore del possesso (al contrario di quello che ha fatto Dybala poi). Non a caso, con l’ingresso della Joya e l’alzamento del abricentro, Locatelli è entrato maggiormente nel vivo del gioco e ha toccato palloni in zone pericolose.

La priorità di Allegri è quella di abbinare la solidità difensiva, per fortuna ritrovata, a una fase di possesso più qualitativa. Oggi il palleggio della Juve è troppo rigido e orizzontale, come si è visto contro l’Inter.