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Leonardo Spinazzola, un rimpianto non solo per la Juve

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Nel corso dell’ultimo Europeo, in pochi avrebbero scommesso su prestazioni del genere da parte di Spinazzola, tranne ovviamente il ct Roberto Mancini, che è sempre stato estremamente sicuro della forza del ragazzo e della sua capacità di poter crescere e arrivare ad altissimi livelli.

D’altra parte, come sottolineato da Fulvio Collovati e Claudio Gentile nel corso di un’intervista pubblicata sul blog sportivo L’insider dopo la fase ad eliminazione diretta, la difesa della Nazionale ha rappresentato un punto di forza, un baluardo su cui si è poggiato un po’ tutto i resto della squadra. E tanto merito va dato anche al laterale della Roma, che purtroppo si è fatto male contro il Belgio.

Un’arma in più per Mancini: la Juve si mangia le mani?

Certamente, tanti tifosi juventini si ricordano molto bene della sua notevole prestazione contro l’Atletico Madrid nella fase ad eliminazione diretta in Champions di qualche anno fa, conclusa con la rimonta dei bianconeri e la tripletta messa a segno da parte di Cristiano Ronaldo. Ebbene, in quell’occasione venne lanciato Spinazzola titolare, anche per via di qualche assenza, e fece una partita veramente impressionante.

Leonardo ha rappresentato un sorta di arma in più per tutta la Nazionale, dal momento che il suo moto continuo è stato impossibile da contrastare sulla fascia per gli avversari. Infatti, Spinazzola ha avuto il pregio di attaccare con grandissima continuità, creando spesso e volentieri superiorità numerica sulla fascia condivisa con Insigne, da cui sono arrivati tantissimi pericoli per gli avversari degli azzurri.

Detto questo, nonostante Spinazzola sia arrivato tantissime volte al cross, piuttosto che alla conclusione in porta, creando pericoli su pericoli per le Nazionali che hanno dovuto affrontare l’Italia fino ai quarti di finale, quando purtroppo l’infortunio con il Belgio l’ha messo ko, ecco ha fatto anche una grande difensiva, con le diagonali e le chiusure portate a termine sempre con i tempi corretti.

Attento e con una gamba che ha pochi eguali in Europa, Spinazzola si può considerare un vero e proprio rimpianto per la Vecchia Signora. Correva il 2019, infatti, quando la Juve prese la decisione di sacrificarlo in nome del caro e vecchio bilancio. Ragioni economiche e finanziarie, visto che altrimenti si sarebbe dovuta prendere in considerazione la vendita di un big, che spinsero la Juve a cedere Spinazzola alla Roma, per il cartellino di Luca Pellegrini, che in quel caso venne valutato la bellezza di 22 milioni di euro, mettendo a frutto un risultato economico positivo sul bilancio pari a 7,5 milioni di euro.

Juve, ma non solo

Certo, non si tratta di un rimpianto esclusivamente della Juve, dal momento che anche l’Inter potrebbe tranquillamente mangiarsi le mani. In effetti, i nerazzurri avevano già portato a termine lo scambio con Matteo Politano, salvo poi dover fare retromarcia. Il motivo? Le condizioni fisiche, che avevano instillato più di qualche dubbio nella dirigenza dell’Inter.

Dopo l’ennesima delusione, Spinazzola è ovviamente cambiato, è cresciuto a livello mentale e tutte queste esperienze l’hanno reso certamente più forte sotto tanti aspetti. Arrivando alla Roma, ci ha messo anche una cattiveria differente, mettendo a posto finalmente anche una lunga serie di guai dal punto di vista fisico, che l’avevano tormentato e non poco negli ultimi anni.

Diventando un uomo chiave anche per Roberto Mancini, visto che sicuramente quando scenderà di nuovo in campo nel 2022, l’obiettivo sarà quello di star bene e tornare su questi livelli per prendersi pure il Mondiale. E adesso anche il Real Madrid ci sta facendo un pensierino, ma la Roma non vuol nemmeno sentir parlare di cessione. Anche perché il prezzo del suo cartellino è lievitato fino a 45 milioni di euro.