
Lucumì deve sicuramente crescere per dare una mano importante alla Juventus nel corso della stagione. I numeri
L’impatto di Jhon Lucumì con la maglia della Juventus ha messo in luce luci e ombre di un difensore centrale dalle enormi potenzialità, ma ancora chiamato a completare il proprio definitivo processo di maturazione tattica e mentale. Nelle prime uscite stagionali in Serie A, il centrale colombiano ha confermato le proprie doti di marcatore solido e arcigno, pur evidenziando in alcune circostanze quei cali di tensione che finiscono per complicare la retroguardia bianconera.
Analizzando i numeri registrati in campionato, l’ex Bologna vanta 7 presenze e altrettante apparizioni da titolare, accumulando complessivamente 570 minuti sul terreno di gioco con una media di circa 81 minuti a partita. La sua precisione nei passaggi si attesta su un’ottima media del 93% (63.4 passaggi riusciti), a testimonianza di una pulizia di base nella gestione della sfera che però necessita di maggiore verticalità. A completare il quadro difensivo in patria ci sono 2 porte inviolate, 1.9 intercetti e 1.1 contrasti vinti a partita, numeri che certificano la sua reattività e la solidità negli uno contro uno, pur al netto di qualche amnesia episodica in cui il difensore sembra quasi “spegnere l’interruttore”, regalando palloni evitabili agli avversari.
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Un discorso simile emerge anche dal rendimento offerto in Europa League, dove il centrale ex Bologna ha collezionato 3 presenze (1 sola da titolare), disputando 120 minuti totali (40 di media per incontro). In ambito europeo spiccano un assist vincente e 0.06 di assist previsti (xA), accompagnati da 38 tocchi, 1 grande occasione creata, 0.7 passaggi chiave e una precisione nei passaggi del 94% (32.3 a match), impreziositi da 1 porta inviolata, 0.3 intercetti e 0.7 contrasti a partita.
L’obiettivo per il futuro, sotto la guida di Spalletti consiste nel trovare continuità di rendimento ed elevare il livello nella pulizia dell’impostazione dalle retrovie. Per diventare un leader carismatico e indiscusso della retroguardia, Lucumì deve compiere quel famoso “click” mentale che gli permetta di unire la proverbiale sicurezza difensiva a una gestione del pallone sempre lucida e propositiva, azzerando del tutto le amnesie e guidando i compagni con autorità per tutta la durata dell’incontro.