
La Juve segue da vicino Mane del Borussia Dortmund. Ecco perché il centrale si sposa alla perfezione con il modo di giocare di Spalletti. Tutti i numeri
Il profilo di Filippo Mane continua ad attirare l’attenzione dei grandi club italiani, con la Juventus in prima fila pronta a valutare il suo profilo per rinforzare il reparto arretrato. Il giovane difensore italo-senegalese in forza al Borussia Dortmund ha raccolto numeri significativi in Bundesliga, dimostrando una crescita costante che giustifica l’interesse dei bianconeri.
Nella scorsa annata con il Borussia Dortmund, la prima vera fase di inserimento è stata caratterizzata da un utilizzo mirato nel massimo campionato tedesco. Il centrale ha collezionato 4 presenze complessive, scendendo in campo in 2 occasioni da titolare in Bundesliga con la gestione del minutaggio ha registrato una media di 33 a partita, permettendogli di accumulare un totale di 132 giocati.
Oltre all’aspetto puramente quantitativo, le statistiche evidenziano il suo coinvolgimento nell’impostazione della manovra con 31.5 tocchi medi a incontro. Una qualità nel palleggio e una sicurezza nella gestione della sfera che rappresentano doti particolarmente gradite a Spalletti.
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In questo avvio di campionato, le statistiche individuali di Mane offrono un quadro chiaro della sua evoluzione tattica. Il bilancio parla finora di 2 presenze disputate, con 1 gara da titolare all’attivo tra le fila dei gialloneri.
In questo primo scorcio di stagione, l’impiego del calciatore è pari a 24 minuti a partita, per un totale di 48 minuti giocati. Nonostante lo spazio ridotto, le sue rilevazioni difensive sono di assoluto livello: il difensore italiano mette a referto 1.0 intercetti a partita per interrompere le trame avversarie, accompagnati da 1.5 palle recuperate a partita nei duelli diretti.
Il rendimento di Mane tra la passata stagione e quella attuale testimonia la versatilità di un profilo completo. Se la precedente annata ne aveva fatto emergere la pulizia di pallo nei tocchi complessivi, la stagione in corso ne certifica l’impatto fisico, l’attenzione nei recuperi e la capacità di posizionamento. Elementi che rendono il difensore un’opzione concreta per la Juve, alla ricerca di profili giovani, di qualità e con ampi margini di miglioramento per il futuro.