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Marchisio all’ATP Fan Village: «La Juve sta ricostruendo. Chiesa fenomeno ma…»

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Marchisio al Nitto ATP Fan Village: le dichiarazioni dell’ex centrocampista della Juventus a colloquio con Pierluigi Pardo

(inviato al Nitto ATP Fan Village) –  Claudio Marchisio al Nitto ATP Fan Village di Piazza San Carlo a Torino.L’ex centrocampista della Juventus a dialogo con Pierluigi Pardo in un incontro denominato “Le regole del calcio“.


ITALIA – Ieri sera ho guardato la Nazionale, purtroppo sappiamo come è andata. I playoff saranno diversi da come eravamo abituati. C’erano delle assenze importanti, ma lo sapevamo. Ci si fossilizza tantissimo sugli episodi dei rigori, ma quando sei campione d’Europa devi chiudere prima un girone del genere. Con la Svizzera hai giocato in casa e in qualche modo dovevi portarla dalla tua. Speriamo di ritrovare spensieratezza ai playoff. L’appagamento esiste, ma in questi momenti devi cercare di stare vicino alla squadra. Anche se la paura di non qualificarci c’è.

EUROPEO – Mi sono emozionato tantissimo, prima si andava sempre negli stadi vuoti. Quando c’è stata l’inaugurazione all’Olimpico con 40 mila tifosi è stato fantastico.

AMBIENTE – Giocare in un’altra città più calda? A San Pietroburgo una città fantastica, il tifo lo vivono in maniera diversa. La passione si sente solo nel giorno della partita. Qui la passione e la mentalità è diversa. Il fatto di aver smesso mi ha permesso di girare per altre città e passeggiare tranquillamente.

TORINO – Mi piace il Monte dei Cappuccini. La collina permette di guardare la città dall’alto. Una città da vivere.

TELEVISIONE – Capisco differenze e complessità. Io ho scelto di fare l’opinionista perché mi piace analizzare la cose a mente fredda. Mentre il commentatore dice le cose a caldo.

JUVENTUS – Deve ritrovare la sua identità, è normale che sia così. Ci ha abituato bene e ora c’è un processo al contrario. Non è che non è prima in classifica solo per suoi demeriti, quest’anno ci sono altre squadre che stanno facendo bene. Centrocampo? Ci sono dei cicli. Pogba è arrivato al secondo anno da ragazzino, ci sono bastati 7 giorni per capire che sarebbe diventato grandissimo. Noi dovevamo costruire, Antonio Conte arrivò e ci disse: “Volete continuare a fare cagare come negli ultimi due anni o volete tornare a vincere?”. Poi ci sono stati degli episodi anche a nostro favore, siamo tornati a vincere e poi vincere aiuta a vincere. Negli ultimi anni sono calate un po’ le individualità: anche lo stesso Chiesa che è un fenomeno è giovane. Bisogna ritrovare la stada per tornare a vincere.

COMUNICAZIONE – C’è paura ad esprimersi nel calcio. Il nostro paese non è pronto ad accogliere uno sportivo che si esprime in maniera differente. Pensavo i giovani sarebbero stati pronti a questo, ma non è così

DERBY – L’ho sempre vissuto tra le tre partite più importanti, insieme alle due con le milanesi. Ho fatto il mio primo derby a 7 anni e segnai 4 gol. La mia famiglia è juventina ma mi ha sempre parlato della storia del Torino. Sentivo sempre tanto questa rivalità, sin da ragazzino. Poi passano gli anni e finalmente riesco a giocare il mio primo derby col Torino in Serie A. Qualche giorno prima ero a una cena di beneficenza e volevo tornare a casa subito. Conte mi disse: “Che fai, te ne vai già?”. Ma io lo sentivo tantissimo.

RONALDO – Non entro nel merito della parte economica. Credo che per noi tifosi della Juve sia stato un onore che Cristiano Ronaldo abbia vestito la maglia bianconera. Al di là del fatto che non ha portato la Champions ha sempre fatto tantissimi gol. Non è stato preso per la Champions perché nessun giocatore ti fa vincere la Champions. Mi è dispiaciuto non giocare con lui. Ho parlato coi miei ex compagni e so quanto ha lasciato in termini di mentalità e voglia di allenarsi. Ronaldo non è mai un problema, la squadra intorno non è stata costruita nel modo giusto per giocare al suo fianco

ALLEGRI – Ha trovato una Juve che non si aspettata, diversa da quella a cui era abituato. Ci vorrà un po’ più di tempo. Forse se l’aspettava più pronta, anche se singolarmente i giocatori della Juve sono tutti nazionali. Ma c’è da ricostruire, la Juve ha cambiato tre allenatori in tre anni e sono andati via tanti senatori. Ora ci sono i giovani che devono crescere in fretta grazie ai più anziani che dopo tanti anni di vittorie devono trovare la forza di trasmettere.

SCUDETTO – Milan Napoli e Inter le favorite, i punti di distanza sono tanti. C’è stato per la Juve i momenti dell’1 a 0, lo step successivo però è il gioco e l’identità. Le prime 3 difficili da recuperare. Negli ultimi anni il Milan sempre crescendo, l’Inter ha qualcosa in meno rispetto all’anno scorso. Il Napoli sta facendo bene ma storicamente nei momenti delicati l’ambiente non sempre aiuta.

CALCIO FEMMINILE – Loro stanno facendo da apripista alle nuove generazioni. Nei settori giovanili del calcio femminile ora c’è meno paura, anche da parte dei genitori. Sono sempre contenti difficili in cui la crescita non è facile. Per fortuna ci sono tante società in Italia ma soprattutto in America e negli stati scandinavi che stan combattendo questa cosa.