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Marchisio: «Io Sindaco di Torino? Un fraintendimento. Su Juve-Napoli dico…»

Redazione JuventusNews24

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Claudio Marchisio ha parlato nel corso di una lunga intervista in cui ha toccato vari argomenti caldi dell’ultima stagione, ma non solo

Nel corso di un’intervista con Onefootball, Claudio Marchisio ha ripercorso diversi momenti importanti dell’ultima stagione sportiva ma non solo. Le parole dell’ex centrocampista bianconero dalla candidatura a Sindaco di Torino, alla questione tra Juve e Napoli, ma non solo.

SINDACO DI TORINO – «In realtà si è trattato di un fraintendimento. Durante l’inaugurazione di Skin Lab, il nuovo centro medico polifunzionale specializzato in fototerapia e trattamenti dermatologici all’avanguardia, dissi che amo fare politica tutti i giorni e a molti è sembrato un richiamo alla possibilità di un mio impegno diretto in vista delle elezioni comunali a Torino. La notizia si è poi autoalimentata, nonostante avessi già chiarito di non voler essere strumentalizzato. Non ho mai nascosto il mio forte attaccamento alla mia città ma, come ho già detto, la politica è una cosa seria».

JUVE NAPOLI – «Non entro nel merito delle singole decisioni prese, in un momento sicuramente confuso come quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Qualche lacuna probabilmente c’è stata, ma bisogna guardare avanti per migliorare la nostra credibilità. Sono tanti gli aspetti dove dobbiamo lavorare, a partire dalla questione stadi. Abbiamo impianti obsoleti e che devono essere valorizzati: il prodotto calcio in Italia deve acquisire valore, solo in questo modo potremmo riprendere ciò che abbiamo perso negli ultimi anni e tornare alla ribalta nel palcoscenico europeo».

PROTOCOLLO FIGC – «I protocolli predisposti dalla Federcalcio parlano chiaro e sono validi, non sono certo io che devo sostituire le autorità sanitarie che lo hanno stilato. Ci vuole cautela, ci sono decisioni in ballo che riguardano la salute dei calciatori, delle persone che gli ruotano attorno e che lavorano nel settore. Forse il problema sta nel trovare uniformità di orientamento tra le varie ASL sul territorio nazionale».

VACCINI AI CALCIATORI – «Sicuramente i calciatori non rientrano nelle categorie essenziali che hanno la priorità alla vaccinazione. Bisogna tenere conto che si aprirebbe un dibattito etico che porterebbe a polemiche infinite. Rimane comunque un’ipotesi da valutare, perché chi ha un grande potere comunicativo e una profonda influenza, come un calciatore, darebbe un segnale a chi ancora non è convinto e non ha fiducia nel vaccino».

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