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Tardelli: «Vlahovic? Juve ancora dietro l’Inter. Su Dybala dico questo»

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Marco Tardelli, ex centrocampista della Juve, ha affrontati alcuni argomenti di attualità in casa bianconera: le dichiarazioni

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Marco Tardelli ha parlato dell’arrivo di Vlahovic alla Juve e non solo.

VLAHOVIC – «Acquisto importante, il giocatore del momento: molto giovane, e questo significa che si sta preparando anche il futuro. Ma lo dico subito, così ci togliamo il pensiero: la Juve ha bisogno anche di altro. Soprattutto a centrocampo: qualcuno che aiuti di più Locatelli, che è una sicurezza pensando al domani, ma da solo non basta».

QUALITA’ CALCISTICHE – «Le qualità tecniche sono evidenti, però ha soprattutto quella che serve di più alla Juve: è uno che la butta dentro. Ma a me piaceva anche quando non faceva gol: si vedeva che aveva qualcosa di speciale».

COSA MANCA – «Credo che di testa possa segnare ancora di più. Ma ha 21 anni, può crescere in tutto ciò che fa. E alla Juve avrà altri giocatori accanto: di quelli che se ti alleni con loro,
migliorano le tue qualità».


CHAMPIONS QUASI SICURA – «Penso di sì, tanto quest’anno per la Juve il traguardo è quello e mi pare si sia incamminata bene: nelle ultime nove partite, sei vittorie, tre pareggi, con cinque gol presi. Allegri ha sempre vinto in modo diverso dagli altri:gli mancavano dei gol, ora dovrebbe averli trovati».

JUVE RIVALE DELL’INTER – «Ripeto: serve anche altro. Anzitutto rivedere il centrocampo e trovare un ottimo difensore. A Chiellini auguro di giocare ancora tanto, ma qualche cambiamento va fatto e non so quanto si fideranno di Rugani: finora poco, direi. Però Vlahovic è un bell’iniziare».

DYBALA – «Uno come Dybala non è mai di troppo ma deve dare quello che ha, dimostrare di valere quello che chiede. Il contratto è un discorso a parte: se la vedranno la Juve e il suo procuratore e la Juve non rinnoverà se penserà che le richieste siano eccessive. Però ultimamente Dybala non è stato il leader di cui la Juve ha bisogno: troppo discontinuo, condizionato non so se dal Covid o dalla vicenda del suo rinnovo. Neanche Ronaldo prendeva i compagni per mano, però faceva 30 gol».