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Marelli: «Montipò, giusto non ammonire. Su Chiesa era rigore netto»

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Luca Marelli ha parlato della moviola di Juve Benevento e dell’arbitraggio di Abisso. Le sue parole sulle azioni più controverse

La moviola di Juve Benevento vista da Luca Marelli attraverso il suo canale Youtube.

MONTIPO’ «Su un lancio in profondità della Juve, il portiere del Benevento esce a terra e, sullo slancio, esce dall’area col pallone ancora tra le braccia. Lì Abisso ha giustamente dato calcio di punizione senza estrarre cartellini, anche se molti sostengono che dovesse ammonire o espellere Montipò per aver interrotto con le mani fuori area un’azione pericolosa. Beh, il regolamento va conosciuto: regola 12, pagina 104, casistica numero 34. Se un portiere, dopo una parata, esce dall’area col pallone tra le mani per effetto dello slancio l’arbitro deve assegnare una punizione diretta. Non si fa menzione di sanzioni disciplinari. Questo perché il gesto è iniziato dentro l’area, e si prolunga fuori area per semplice dinamica. Per questo la casistica di Montipò è solo punizione, senza cartellini».

RIGORE SU CHIESA«C’è un atterramento in area di Chiesa da parte di Foulon. Si dice che il giocatore della Juve abbia cercato il contatto col difensore allargando la gamba. Qui Foulon scivola e c’è contatto tra il suo corpo e il piede sinistro di Chiesa, che non sta assolutamente cercando il contatto, anzi è perfettamente in asse con la sua corsa. Certo, viene colpito da Foulon in modo totalmente casuale, ma anche la casualità viene punita. Nel 99% dei casi la negligenza è casualità, perché un giocatore sbaglia tempi e interventi e commette un’infrazione. Non apposta, ma la commette. E in questo caso è stata commessa un’infrazione ai danni di Chiesa, che poi magari non fa nulla per evitare l’avversario, ma da qui a pensare che sia inciampato volontariamente è un altro discorso. Il Var chiaramente non è intervenuto perché se l’arbitro l’ha visto e valutato in diretta, l’intensità del contatto rimane nella sua assoluta soggettività».