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De Ligt tra rinnovo e cessione: Juve, è ora di lasciargli spazio

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Le voci di un rinnovo di contratto e le continue panchine con profumo di cessione: lo strano caso di Matthijs De Ligt

Quando, nell’estate del 2019, la Juve decise di mettere mano al portafoglio e strappare Matthijs De Ligt all’Ajax, il popolo bianconero andò in fibrillazione, convinto ormai di avere per gli anni a venire una difesa blindata da uno dei migliori prospetti europei. Dopo più di due anni da quell’acquisto, possiamo però dire che l’olandese non è ancora riuscito a prendersi del tutto una maglia da titolare, complici il lento adattamento prima e la concorrenza dei maestri Bonucci e Chiellini poi. E da tempo, ormai, ci si chiede quale possa essere il suo futuro.

Le minacce di Raiola e le continue panchina: siamo ai titoli di coda?

In questa stagione, raramente Matthijs De Ligt è partito dal primo minuto nei big match (ad eccezione di Napoli e Chelsea), con Allegri che più volte gli ha preferito la più anziana coppia formata da due dei protagonisti del vittorioso Europeo dell’Italia. Quando chiamato in causa, però, il numero 4 ha sempre dato risposte convincenti e anche i tifosi ne chiedono a gran voce la titolarità a discapito di uno dei due simboli dell’ultimo grandioso decennio juventino. Chi si aspetta questo, poi, è soprattutto il suo procuratore Mino Raiola, che negli ultimi mesi è stato descritto continuamente come infastidito riguardo lo scarso utilizzo del suo assistito. Il potente agente non ha mai chiuso le porte ad una cessione e le ultime dichiarazioni spaventano l’ambiente, mentre i top club europei (Barcellona in primis) aspettano soltanto una rottura definitiva per mettere a segno il colpaccio.

La Juve, dal canto suo, vorrebbe invece blindare il suo gioiello, magari eliminando definitivamente quella clausola da 150 milioni di euro che fa si gola per i possibili guadagni, ma allo stesso tempo mette timore. Le voci di un rinnovo continuano a susseguirsi ma è inevitabile che, senza rassicurazioni sul minutaggio, De Ligt prenda in considerazione l’idea di cambiare aria al termine di questa stagione. La domanda sorge quindi spontanea: perchè continuare a far ruotare uno che, a neanche vent’anni, era titolare nella squadra dove è cresciuto, dimostrando quindi di possedere anche quella leadership che in casa bianconera sta venendo a mancare?