Morata allo Stadium mai banale, ma la vittoria è della Juve

Morata
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Alvaro Morata torna, da avversario con la maglia dell’Atletico Madrid, allo Stadium dopo le soddisfacenti stagioni vissute con la Juve

Era il 13 settembre 2014, sotto il cielo di Torino e sul terreno dell’Allianz Stadium si giocava Juventus-Udinese. Terminò 2-0 per i padroni di casa: decisero il match Carlos Tevez e Claudio Marchisio. La prima di Allegri da allenatore bianconero in quello che si chiamava, all’epoca, Juventus Stadium; la prima di un giovanissimo attaccante spagnolo arrivato in estate dal Real Madrid. Al minuto 89 la chiamata: «Alvaro, vieni, entri tu!». Fuori Fernando Llorente, dentro Alvaro Morata.

Morata e il suo passato

I primi gol (doppietta n.d.r.) allo Stadium contro il Parma nel novembre dello stesso anno. Due anni in bianconero vissuti splendidamente, in cui ha trovato anche l’amore, e che ricorda sempre con gioia e orgoglio. Tanto da vedere di buonissimo occhio un suo possibile ritorno dopo le recenti difficoltose avventure a Madrid, sponda Real, e al Chelsea. A gennaio l’Atletico, con il destino dietro l’angolo e sempre abile nel fare scherzi: l’ottavo di Champions League contro la sua Juve. Al Wanda Metropolitano a un passo, anche meno, dal gol dell’ex annullato poi successivamente da VAR e arbitro.

La partita di Morata

Contro i suoi amici Bonucci e Chiellini fatica a trovare la quadra: controllato, imbrigliato e disinnescato. Qualche strappo in velocità dei suoi, come quello famoso dell’Allianz Arena, ben neutralizzato da centrocampo e retroguardia bianconera. Se le «suona» con il capitano bianconero, arrivando anche a qualche scintilla inaspettata. Era partito con la qualificazione in tasca, torna a casa da eliminato, con la finale in casa sfumata e con, forse, qualche rimpianto in più.