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Torricelli: «Allegri non è un mago, ma nulla è perduto» – ESCLUSIVA

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Moreno Torricelli, ex terzino bianconero, ha analizzato il momento della squadra di Allegri per Juventusnews24

Reduce dalla batosta di Londra, la Juve ha rimediato la seconda sconfitta consecutiva perdendo in campionato contro l’Atalanta sabato sera. I bianconeri continuano a vivere un momento altalenante, che Moreno Torricelli, ex terzino della Vecchia Signora degli anni ’90, ha analizzato in esclusiva per Juventusnews24.

Che Juve ha visto contro l’Atalanta?

«La Juve a mio giudizio ha fatto una buonissima partita. Certo, mi è piaciuta più quella con la Lazio che abbiamo vinto meritatamente, ma poi chiaramente le partite a volte viaggiano su episodi. Loro hanno fatto un tiro e un gol, i bianconeri hanno avuto un paio di occasioni che non sono riusciti a sfruttare a dovere. Il risultato poi è stato quello che sappiamo, peccato però perchè la prestazione non è stata brutta».

Quanto è grande il rammarico dopo le ultime due sconfitte?

«La Juve ha perso partite importanti. In Champions con il Chelsea ci si giocava il primo posto, ma allo stesso tempo non era decisiva per il passaggio del turno. Eravamo in gara fino al 55′, poi i giocatori hanno mollato la presa. Comunque non era decisiva per la stagione. Passando all’Atalanta, ci troviamo in una situazione anomala in cui inseguiamo i posti della classifica che contano davvero e ci aspettavamo
tutti un segnale forte. Dispiace, ma ora c’è un filotto di partite molto importanti da vincere tutte con squadre sulla carta abbordabili. Io credo ci sia il tempo per rientrare nella parte della graduatoria che conta, ma quello lo giudicheremo solo a marzo. Ora si deve pensare a fare il massimo di punti possibile per restare attaccati a quelle davanti».

Quindi quali devono essere gli obiettivi della Juve ad oggi?

«In questa situazione si deve solo pensare partita dopo partita, è inutile fare proclami. Non facciamo due gare consecutive senza sbagliare, manca il salto di qualità e si deve quindi vivere alla giornata. Poi in primavera si vedrà dove sarà la Juve. Credo la squadra abbia le carte in regola per puntare ad obiettivi importanti, ma ora, dopo l’inizio altalenante, si trova costretta a non poter più sbagliare».

Come vede Allegri in questo momento? Anche lui è in confusione?

«Allegri da parte mia ha massimo rispetto per tutto quello che ha vinto. Ha ancora tempo, la situazione attuale non dipende solo da lui, non ha la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi. C’è bisogno di lavoro, di impegno da parte di tutti. Se analizziamo la rosa della Juve, la classifica attuale non è all’altezza. Però purtroppo ci sono mille motivi, mille problematiche che ci hanno portati in questa situazione. Però ripeto, non è tutta colpa di Allegri come non è tutta colpa dei giocatori, purtroppo non si è ancora trovata la continuità che ti porta poi a vincere i campionati. Ora c’è bisogno di stare zitti e lavorare sodo, solo così si cambia strada».

Quanto sta mancando la presenza di uno come Ronaldo, visti i pochi gol segnati fin qui?

«Chiaro che, avere un furoiclasse come lui da 40 gol a stagione, migliora la situazione, ma non penso sarebbe riuscito a cambiarla totalmente. Un solo giocatore, per quanto incisivo, non mofidica le sorti
di un intero gruppo. Serve lavoro da parte dell’inter squadra. Cristiano avrebbe potuto risolvere qualche partita, ma non è la sua partenza il problema principale. Davanti ci sono calciatori molto molto bravi come Morata, Dybala e Chiesa, ma purtroppo gli infortuni non hanno permesso loro di lavorare con continuità. E questo alla fine può essere dannoso».

A proposito di Chiesa, quanto peserà il suo infortunio?

«E’ un’assenza che pesa ma ci sono altri giocatori importanti. Certo, magari non come lui, ma ci sono alternative di livello che potranno essere motivate dall’assenza dei titolari, così da esprimersi al massimo».

Una di queste potrebbe essere Kulusevski?

«E’ stato un acquisto importante per i numeri. E’ ragazzo di 20 anni, pagato molto, ma fin qui non ha reso per le reali possibilità che ha. Da lui ci si aspetta molto, molto di più. Sta ad Allegri metterlo nelle condizioni giuste per rendere al meglio e a lui lavorare sodo per invertire la rotta».

Interverrebbe sul mercato già a gennaio o aspetterebbe la fine della stagione?

«A gennaio dipende dalle possibilità. In questa finestra è sempre complicato trovare soluzioni all’altezza, difficilmente i giocatori importanti vengono messi in vendita, a meno che non siano insoddisfatti della loro condizione. Questa situazione va oltre tanti discorsi, ma io credo che la Juve, ora come ora, abbia una rosa di livello, che non riflette il piazzamento attuale».

Un giocatore nel mirino delle critiche è sicuramente Alex Sandro. Come lo ha visto fin qui?

«Alex Sandro è un giocatore molto importante, non per nulla è il titolare della Nazionale brasiliana. In questo momento non è solo lui ad andare male, ma è tutto l’insieme che non gira, che non esalta la qualità dei singoli. Credo sia più un aspetto di mentalità, di atteggiamento, di voglia. Sandro è un
grande giocatore, sta rendendo sotto i suoi standard ma così come i compagni».

Potrebbe essere la giusta occasione per lanciare Pellegrini? Quando chiamato in causa non ha fatto male.

«Quando ha giocato, Pellegrini ha fatto sempre il suo dovere. Unito a quello della squadra però non basta, il discorso è sempre quello. Tutto il gruppo non rende come ci si aspetta».

Dopo il successo di ieri sulla Lazio il Napoli si trova da solo in testa alla classifica. Gli azzurri sono i candidati numero uno allo scudetto?

«Il Napoli sta facendo qualcosa di straordinario. Non pensavo a inizio stagione che potesse avere questo ruolino di marcia così impressionante, sta facendo qualcosa di magico e merita ampiamente il primo posto. Certo, anche l’Inter e il Milan  sono squadre attrezzate per tornare in corsa. E’ ancora molto presto, ma sono le tre candidate principali. Però non escluderei l’Atalanta e neanche la Juve…».

Crede ancora in una possibile rimonta dei bianconeri fino al primo posto?

«Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, basta poco per invertire la rotta. Chiaramente può succedere di tutto, attualmente ci sono molti alti e bassi a differenza delle altre squadre, ma non escluderei la Juve a priori».

Si ringrazia Moreno Torricelli per la cortesia e la disponibilità dimostrate in occasione di questa intervista