Neto: «Alla Juventus non ero a mio agio»

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In un’intervista ai microfoni di Marca, Neto racconta la sua esperienza al Valencia ed il suo passato con la maglia della Juventus

Una Supercoppa, due Scudetti e due Coppe Italia – unica competizione che lo ha visto da protagonista – in due anni con la maglia della Juventus. Palmares di tutto rispetto per Norberto Neto che, però, con la maglia bianconera ha collezionato anche tante, troppe panchine. Adesso al Valencia, per il portiere brasiliano, è iniziata una nuova carriera. A raccontarla è lui stesso ai microfoni di Marca.

«Sono molto contento e si vede anche in campo. Ho ritrovato la gioia dopo due anni in cui non ero felice per quello che stavo facendo. A Valencia ho trovato una buona squadra, nuove idee ed un progetto ambizioso. In estate ho riflettuto tanto. Ho pensato alle mie esperienze passate, ai compagni e alla storia di un club che, oltre ad avere una grande tradizione in Spagna, ti mette nelle condizioni adatte per lavorare e divertirti».

«Quando passi due anni senza giocare, passi molto tempo a pensare. Io l’ho fatto e sapevo cosa volevo. Alla Juventus non ero a mio agio. Volevo scrivere la mia storia personale e necessitavo di un posto che mi avesse permesso di farlo. La sconfitta della Juve col Real Madrid? Il calcio è così. L’anno scorso abbiamo vinto 3-0 col Barcellona, quest’anno è andata così. Una volta vinci ed un’altra perdi: è la bellezza di questo sport. Quando giochi a livelli così alti può succedere di tutto».

Grazie alla maglia del Valencia, Neto ha ritrovato pure la Nazionale. Davanti a lui ci sono dei fenomeni come Alisson ed Ederson, ma sognare il Mondiale di Russia oggi per l’ex Juve non è impossibile. «Quando è cambiato il ct del Brasile io ero alla Juve e non giocavo. Normale non puntare su di me. Adesso però ci sono e spero nel Mondiale».

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