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Nicolato: «Miretti non lo scopro io. Rovella? Mi piace per questo motivo»

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Nicolato: «Miretti non lo scopro io. Rovella? Mi piace per questo motivo». Le parole del ct dell’Under 21 a Tuttosport

Il commissario tecnico della Nazionale Under 21 Paolo Nicolato è intervenuto ai microfoni di Tuttosport. Di seguito le sue parole.

MIRETTI – «Non lo scopro certo, è il capitano della Nazionale Under 19 e ha già fatto un bel percorso internazionale nonostante sia così giovane. Per lui come per tutti bisogna poi testarsi in maniera non sporadica con i grandi, là dove sale ulteriormente il livello. Ha potenzialità notevoli, un buon piede e personalità, ci verrà utile. Può giocare sia mezzala che play: un conto è giocare con al fianco gente come Rabiot, altro invece essere tu il pilastro insieme ad altri giovani azzurri. Ha grande tecnica e buona visione di gioco, può giocare ovunque».

ROVELLA – «Nicolò è un ragazzo che mi piace molto, ha tecnica ed è sempre animato da uno spirito guerriero, caratteristiche che non si abbinano spesso in un unico giocatore… È stato bravo, ha disputato tre grandi partite pur venendo da un periodo per lui complesso, non giocava una partita intera dal raduno di marzo contro la Bosnia…». 

JUVE SUI GIOVANI – «Non può che fare piacere, anzi piacerissimo. Dall’ottica della Nazionale noi possiamo avere un futuro se aumentiamo il bacino dei calciatori che giocano. È un problema anche di cultura del calcio. Partendo dal presupposto che un ragazzo deve giocare solo se merita, il problema si concretizza se merita sempre qualcun altro! Io credo nel merito: se uno ha 50 anni e gioca meglio di quello di 20 deve scendere in campo il primo. Ma nel caso opposto non gli va preclusa l’occasione solo perché è giovane e non ha esperienza». 

VERSO L’EUROPEO – «Io ho fatto due Europei e un Mondiale e devo dire che nel percorso di un torneo come questi ha un peso molto importante il sorteggio. Essere un po’ fortunati aiuta. L’altro aspetto che conta è arrivarci con i ragazzi in condizione e che stanno bene, per evitare di inventare soluzioni all’ultimo. Quando si alzano i livelli la condizione atletica ha un valore non indifferente. C’è una finestra a settembre nella quale cercheremo di organizzare delle amichevoli di buon livello, poi una a marzo: se ci sarà qualche giorno in più, magari anche all’estero; altrimenti in Italia. A novembre potremmo organizzare uno stage, se si riesce. Per quanto riguarda le nostre ambizioni è ovvio che proveremo a dare il massimo e ci dovremo confrontare con realtà di valore assoluto come la Spagna e il Portogallo, per non parlare di Francia e Inghilterra. Si tratta di movimenti calcistici che in questo momento vanno meglio del nostro, ma tutte le partite vanno giocate».

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