Ode a Mattia De Sciglio: l’anti Bonucci che sposta (davvero) gli equilibri

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La prestazione perfetta di Bologna incorona definitivamente Mattia De Sciglio: il silenzioso e umile pupillo di Allegri è ora titolare inamovibile e punto di forza dello scacchiere bianconero. Alla faccia di Bonucci…

Ce la vogliamo fare una grossa e grassa risata? Per tutto quello che è stato e per quello che è oggi. Ricordate i proclami di un’estate avvelenata, i pomposi hashtag sui social, la perplessità (enorme) di fronte a un acquisto incomprensibile ai più? Oggi Mattia De Sciglio è, probabilmente, il terzino destro più forte della nostra Serie A mentre Leonardo Bonucci si sveglia ottavo in classifica dopo l’imbarazzante 3-0 di Verona. Ci perdoneranno i seguaci più ortodossi dei sani valori sportivi ma, dal cuore: “Cavolo, che soddisfazione!”.

Eccoci qua: come d’incanto Mattia De Sciglio. Il brutto anatroccolo di Milanello diventa cigno in quel di Vinovo grazie alla cura Juve e agli insegnamenti del maestro Allegri. È quasi magia. Da impacciato, scarso, lacunoso siamo passati, in un amen, a disinvolto, “nuovo Alex Sandro”, perfetto. È la vertiginosa ascensore del calcio parlato ma è anche la fedele rappresentazione della rinascita di un giocatore che ha deciso di tornare ad essere un professionista di livello. La prestazione di Bologna è stata impressionante: per attenzione, per qualità, per spinta (nel secondo tempo soprattutto), per sicurezza. L’ultima è la parola chiave tra le quattro: ieri Mattia De Sciglio, per la prima volta da quando è alla Juventus, ha dato l’impressione di essere sicuro di se stesso, convinto in quello che faceva. Ed è stato meraviglioso. Dopo le ottime prove contro, in ordine, Crotone, Napoli, Olympiakos e Inter, al Dall’Ara è arrivata la quinta perla di una sfarzosa collana da allungare sempre di più.

Ma dove sta il segreto della resurrezione di Mattia? Risposta piuttosto semplice in realtà. Sta nell’umiltà, nella serietà e nell’autenticità di un ragazzo serio e pacato. Un professionista che mette in campo il meglio di sé per sopperire a qualche mancanza tecnica e fisica di troppo. L’impegno massimale e l’intelligenza possono valicare limiiti di qualsiasi genere, nello sport come nella vita. De Sciglio lo sa e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ed è sostanzialmente così che si spostano (davvero) gli equilibri. Così che la dedizione batte la presunzione, che l’opportuno silenzio del lavoro batte le chiacchiere ad effetto dei social network. La lezione sia d’esempio a tutti quanti in futuro: ciao Leo, non ci manchi neanche un po’.