D’Onofrio a RBN: «Anche Facchetti all’Inter aveva rapporti con gli arbitri»

© foto Mg Bari 14/05/2006 - campionato di calcio serie A / Reggina-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Juventus

L’Avvocato Paco D’Onofrio ha rilasciato un’intervista parlando della revoca dello Scudetto del 2006 alla Juve e l’assegnazione all’Inter

L’Avvocato Paco D’Onofrio, ai microfoni di Radio Bianconera, ha analizzato la situazione riguardante il ricorso presentato dalla Juve per la revoca dello Scudetto del 2006. Di seguito riportate le sue parole.

LA REVOCA DEGLI SCUDETTI – «È cambiato parecchio dopo la sentenza della Corte di Cassazione di qualche mese fa perché ha detto che occorre che qualcuno si pronunci sull’attribuzione dello Scudetto all’Inter. Le sentenze del 2006 tolsero due Scudetti alla Juve, poi fu un atto amministrativo della Federazione, presieduta da Guido Rossi, che riassegnò uno dei due titoli all’Inter. Questo fu fatto in modo un po’ frettoloso, perché molte prove dimostravano che anche l’Inter, con il suo massimo dirigente all’epoca Facchetti, aveva avuto dei rapporti di vicinanza con il mondo arbitrale, forse talvolta anche più diretti di quelli di Moggi».

COSA FECE LA JUVE – «La Juve fece due iniziative: prima si rivolse alla stessa Federazione, presieduta da Abete, che si dichiarò incompetente. Successivamente al Coni che analogamente si dichiarò incompetente. A quel punto la Juve si rivolse alla Giustizia Statale, arrivando fino alla Corte di Cassazione, il massimo organo, che disse che a dare una risposta alla Juventus dovesse essere l’ordinamento sportivo. Positiva o negativa non lo sappiamo: però vige l’obbligo di dare una risposta. La Cassazione però non aveva spiegato se questa risposta la doveva dare il Coni o la Federazione, quindi la Juve ha inoltrato due richieste una alla Federazione ancora latente e una al Coni».

LA DECISIONE DEL CONI – «Il Coni oggi dovrà dire due cose: la prima se il ricorso presentato dalla Juve sia ammissibile, cioè se sia giusto che il club pretenda una risposta dal sistema sportivo. Poi se effettivamente è giusto, quale sia questa risposta. La vicenda non è l’ennesima di Calciopoli, è nuova soprattutto perché si basa su un precedente importante».

LE PAROLE DI CHIAPPERO – «L’Avvocato Chiappero, oltre che dotato di acume, è un ottimo avvocato quindi ha fuso due concetti, ossia una difesa processuale da un’analisi oggettiva dei fatti. È una tesi che sia la Juve sia noi difensori di Moggi avevamo sempre portato avanti. Il problema era che si accusò Moggi di comportamenti che in realtà erano diffusi, con episodi ancor più incidenti. La sintesi dell’Avvocato Chiappero è condivisibile. Inoltre ci tengo a dire che non c’è stata alcuna alterazione di risultati».