Pecchia e Gallo a ‘Csiamo’ su Rai Sport: le dichiarazioni dei due allenatori

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Pecchia e Gallo a ‘Csiamo’ su Rai Sport: le dichiarazioni dei due allenatori in vista di Ternana-Juventus U23, finale di Coppa Italia Serie C

Fabio Gallo e Fabio Pecchia sono stati gli ospiti della puntata di ‘Csiamo‘, in onda domenica 21 giugno alle 16 sul sito di Rai Sport. I due allenatori di Ternana e Juventus U23 sono stati intervistati dal conduttore Giacomo Capuano.

Argomento della discussione: la finale di Coppa Italia Serie C, in programma tra le due squadre il 27 giugno alle 20.45 nella cornice dello stadio ‘Dino Manuzzi’ di Cesena. Juventus News 24 ha seguito le loro dichiarazioni.


Le parole di Fabio Pecchia

CORSA SCUDETTO – «È un campionato aperto, con la Lazio che ha fatto una grande stagione e se l’è giocata alla pari. Non penserei ad una corsa a due, perché ci sono tante incognite. Anche l’Inter dietro può giocarsela fino alla fine».

PREPARAZIONE JUVENTUS U23 – «L’unica cosa che un po’ accomuna tutti è che tutti partiamo da una sosta lunga, quindi la situazione è da scoprire. Non abbiamo fatto amichevoli: ho condiviso parte della squadra con gli allenamenti di Sarri. Il nostro obiettivo è anche quello di essere funzionali alla prima squadra. C’è grande voglia di vedere come i ragazzi reagiscono a questa partita. Il fatto di potersi giocare un titolo va affrontato con la giusta serenità».

PROBLEMI – «Il cruccio più grande adesso è quello di portare tutti nelle medesime condizioni. Anche la capacità della squadra di riattaccare la spina e riprendere il ritmo partita. Durante il campionato si è abituati a preparare le gare, ora l’obiettivo è rientrare dal punto di vista fisico e mentale».

FORMAZIONE FINALE – «Ho portato avanti un progetto dall’inizio della stagione, alternando i moduli 4-2-3-1 e 4-3-3, cercando di centrare l’obiettivo legato alla crescita e al miglioramento dei giovani. Giocare questo tipo di partite aiuta in questo percorso i ragazzi».

GARA SECCA – «Le finali sono partite secche. Il percorso in Coppa Italia, sia per noi e sia per la Ternana, è partito ad agosto: sono tutte gare uniche, a parte la semifinale. È una partita bella da giocare, tra una squadra di esperienza e una di giovani. L’unica differenza è questa».

GIRONI DIVERSI – «C’è differenza nei gironi della Juventus e della Ternana. Nel C ci sono ambienti e squadre diverse dal nostro. Anche le tifoserie, l’aspetto ambientale va ad incidere. Nel mio girone è tutto limitato: noi giochiamo ad Alessandria, ma è quasi come giocare a porte chiuse per il seguito allo stadio. Per la Ternana giocare nel proprio impianto fa la differenza».

PUBBLICO – «La finale sarebbe stata diversa. Avremmo avuto anche noi un seguito diverso rispetto a quello che era il campionato. La cornice di pubblico poteva essere uno stimolo per i nostri ragazzi. In questo momento è il massimo e dobbiamo esserne grati».

AVVERSARIO PIU’ PERICOLOSO – «Il reparto offensivo tra Ferrante, Vantaggiato, Marilungo. Sono giocatori che hanno qualcosa in più, senza nulla togliere agli altri».

TALENTO DA PRIMA SQUADRA – «Non mi piace fare nomi, considerato quello che è il gruppo. C’è qualcuno che può fare il salto. Io alleno una squadra di prospettiva, ma il vero cambio di marcia dipende dalla loro maturazione psicologica. Io al Verona ho allenato Moise Kean, che era appena uscito dal settore giovanile della Juve. Si vedevano le qualità il talento e la forza. Ci vuole pazienza nel saper aspettare i giovani».

Le parole di Fabio Gallo

AMICHEVOLE CON LA LAZIO – «Ho capito che la Lazio sta bene (ride ndr). A parte la differenza calcistica, nel primo tempo la squadra ha fatto una buona partita. Ciò che interessava a me era vedere il rientro mentale della squadra, nella sofferenza e nelle dinamiche della partita. Dopo 110 giorni, l’aspetto che mi preoccupa è la capacità di soffrire nei momenti difficili. Abbiamo fatto una bella figura, a prescindere del risultato. Navighiamo tutti al buio dopo una sosta così, non mi era mai capitata né da calciatore e né da allenatore».

LAZIO DA SCUDETTO – «Vedremo un bel finale di campionato, perché la Lazio è forte».

PROBLEMI – «Sicuramente ora è quello di evitare infortuni, perché ogni situazione adesso è pericolosa. Basta aprire la gamba un attimo e c’è il rischio… Il problema più grosso è quello di evitare più infortuni possibili».

FORMAZIONE FINALE – «Il 3-5-2 e il 4-3-1-2 sono i moduli usati nell’arco della stagione, per cui non ci sarà nessuna novità rispetto alle altre partite. Noi siamo una piazza esigente, che aspetta con trepidazione questa partita con il rammarico di non poterci essere allo stadio».

GARA SECCA – «Le finali di solito sono partite secche, quindi questo ti far ragionare che in questo momento è così. Parlare di andata e ritorno dopo tre mesi non aveva senso, perché poteva infilarsi in mezzo ai playoff. Per come è stato deciso è giusto così».

GIRONI DIVERSI – «La differenza sostanziale sono gli ambienti in cui vai a giocare. Nel Girone A ho allenato il Como che è una piazza che ha seguito, ma andare a giocare in trasferta era diverso. Quest’anno con la Ternana ho visto un amore unico per la propria squadra anche di piazze minori».

AVVERSARIO PIU’ PERICOLOSO – «Quando la Juventus mette gli occhi su qualche ragazzo giovane non lo fa a caso. Penso che tutta la rosa a disposizione di Pecchia è di grande qualità, di talenti, quindi è difficile fare un nome. Sia gli italiani e sia gli stranieri hanno qualità importanti. Farei un dispetto a qualche ragazzo».

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