PUNTO A CAPO – Bentancur, la maturità con Allegri e la laurea con Sarri

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L’uruguaiano è diventato una delle certezze anche della nuova Juve di Sarri. Ecco perché nessun allenatore può fare a meno di Bentancur

Ci sono tre dati da tenere bene a mente quando si parla di Bentancur. Il primo: nell’ultima stagione prima di arrivare alla Juventus (2016/2017) aveva giocato più di 1800 minuti con la maglia del Boca, in Primera Division. Il secondo: se tutti i suoi allenatori lo fanno giocare (dal Boca alla Juve con Allegri prima e Sarri poi, fino all’Uruguay) probabilmente un motivo ci sarà. Il terzo: in questa stagione, nonostante la grande concorrenza a centrocampo, ha già 13 presenze, più di Bernardeschi, Ramsey, Rabiot ed Emre Can.

Bentancur sta diventando quello che aveva pronosticato Allegri: un giocatore indispensabile. La continuità di questa stagione va di pari passo con la sua crescita a livello tattico e di personalità, una delle doti che aveva maggiormente colpito al suo arrivo a Torino. Maturato con Allegri, con Sarri Bentancur è in cerca del definitivo salto di qualità. Provato trequartista, all’occorrenza anche vice Pjanic, si sta specializzando da mezzala destra, affinando le doti di palleggio nello stretto – come piace a Sarri -, le triangolazioni in velocità e imparando anche a gestire l’impeto (e i cartellini gialli). E’ già un titolare fisso con la maglia dell’Uruguay e punta a diventarlo presto con quella bianconera.