PUNTO A CAPO – I nodi della Juve e i limiti nelle scelte di Sarri

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La sconfitta a Verona rischia di azzerare il vantaggio sull’Inter. Dopo la terza sconfitta nell’ultimo mese e mezzo Sarri non può sbagliare

C’è da preoccuparsi se a febbraio la Juventus è quasi solo Ronaldo. Il tempo stringe e i tifosi iniziano ad allarmarsi, gli errori di superficialità che hanno condizionato la partita a Verona nascondono un malessere più profondo, e complicato da estirpare. C’è una mentalità da ritrovare, un’identità da costruire e delle certezze da recuperare, la Juve fa un passo avanti e due indietro, e ricasca ciclicamente nei soliti errori. La difesa più vulnerabile degli ultimi anni continua a incassare gol con una facilità disarmante, a centrocampo Pjanic è diventato un caso, tra una condizione precaria ed errori tecnici inconcepibili. E là davanti è quasi sempre Ronaldo a decidere la partita, gli altri non hanno la continuità, il passo o la freddezza del portoghese. La sensazione è quella di una squadra ancora in balìa del momento, confusa, lontana dal pragmatismo allegriano ma distantissima dal sarrismo visto altrove, la terza sconfitta fuori casa nel giro di un mese e mezzo (compresa la Supercoppa) deve far riflettere.

Non è più tempo di sperimentazioni, il margine sull’Inter oggi rischia di azzerarsi, tra poco inizia la fase ad eliminazione diretta in Champions ed ogni errore potrà costare l’eliminazione. Ora servono scelte risolutive da parte di un allenatore che deve dimostrare il suo valore aggiunto. Sarri dovrà imporre un sistema di gioco di riferimento, capire come sostituire Douglas Costa in attacco, stabilire delle gerarchie offensive e a centrocampo, con il rischio di tenere fuori Pjanic, se e quando dovrà rifiatare. Va risolto il problema della difesa, magari sfumando quella zona pura che spesso evidenzia i limiti di Bonucci e compagni soprattutto sui calci piazzati avversari, con la speranza che il rientro di Chiellini raddrizzi le cose sul campo e nello spogliatoio. Ora serve la vera Juve.

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