PUNTO A CAPO – Juve, Sarri e la variabile del trequartista

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La trequarti è la zona del campo in cui c’è più abbondanza, Sarri valuta tutte le possibilità, pronto a rilanciare Ramsey

L’attacco – in generale – e la trequarti – in particolare – è la zona del campo in cui Sarri ha più scelta e più possibilità di diversificare. Con una serie quasi infinita di alternative che incidono sull’equilibrio e sulle dinamiche offensive bianconere. I casting iniziati durante il precampionato non si sono ancora conclusi, la soluzione definitiva non c’è ancora anche perché Sarri cambia spesso in base a avversari e disponibilità. Bernardeschi nell’ultimo periodo è stato il più utilizzato sulla trequarti, garanzia di fisicità e equilibrio tattico nonostante una forma poco brillante. Ramsey aggiunge dinamismo e gol, pesanti come la doppietta con la maglia del Galles contro l’Ungheria.

Douglas Costa è la variabile che può cambiare marcia e spaccare la partita da un momento all’altro, decisamente meno mobile e più conservativa l’ipotesi Bentancur: l’uruguaiano in stagione ha dimostrato di poter giocare senza problemi dietro le punte. Queste sono le prime scelte, ma all’occorrenza c’è anche Dybala, anche se in questo momento Sarri lo vede più seconda punta/attaccante esterno, senza dimenticare Cuadrado (momentaneamente o definitivamente terzino destro) e Rabiot, che ha le qualità tecniche per quel ruolo, ma al momento non il passo e il ritmo. Così come Emre Can, a cui al momento manca anche la fiducia di Sarri. L’abbondanza di trequartisti potrebbe essere sfruttata al massimo nel 4231, ma questo, nel caso, è un discorso da affrontare più avanti.