PUNTO A CAPO – La Champions di Pirlo: leggerezza e consapevolezza

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Un girone abbordabile, l’ossessione che diventa occasione. Ronaldo guida la missione Champions e il Barcellona non fa paura

L’impostazione è quella giusta, i segnali dalla Continassa fino ad ora sono positivi. Serve un altro tipo di approccio in Champions, dopo una rincorsa lunga più di 24 anni. Nella scorsa stagione la Juve è stata eliminata dal Lione ma anche dalle pressioni di una competizione che ormai è diventata ossessione, evocata da Andrea Agnelli con ostinazione ogni inizio anno, e sogno ancora irraggiungibile. Pirlo l’ha vinta al Milan e l’ha sfiorata in bianconero, ora da allenatore dovrà trovare il giusto compromesso tra leggerezza e consapevolezza, per provare ad arrivare fino in fondo.

Serve la testa leggera, per ritrovare entusiasmo anche in Europa ed evitare di lasciarsi schiacciare da aspettative e pressione. Ma c’è anche bisogna di quella fiducia e consapevolezza spontanea, dopo 9 anni di successi in italia. La prima fascia obbliga la Juve a puntare al primo posto del girone, il Barcellona non fa più paura come negli anni d’oro e contro Dinamo Kiev e Ferencvaros i bianconeri possono fare bottino pieno. La Champions da ossessione deve diventare un’occasione, bisogna seguire l’esempio di Ronaldo, farsi trascinare dall’entusiasmo di Pirlo, lasciarsi guidare dall’agonismo di Chiellini e fidarsi dell’istinto di de Ligt e McKennie. La Juve quest’anno non ha nulla da perdere, e Pirlo sa come si fa

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