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Cucchi: «Juve favorita in Spagna, ma per la finale nessuna speranza» – ESCLUSIVA

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Riccardo Cucchi, in esclusiva per Juventusnews24, ha analizzato il momento dei bianconeri tra derby, Champions e mercato

Messo per un attimo da parte il campionato, dove sono arrivati due pareggi nelle ultime due uscite, la Juve è pronta a riprendere il proprio cammino in Champions League. Bianconeri attesi dalla trasferta di martedì in casa del Villarreal che, in esclusiva per Juventusnews24, abbiamo analizzato con il collega Riccardo Cucchi.

Juve che arriva da un pareggio inaspettato nel derby per quelle che erano le premesse. Quanto fa rumore questo mezzo passo falso dei bianconeri?

«Venerdì sera ho visto sicuramente un buon Torino e una Juventus che sicuramente ha fatto un passo indietro rispetto a quelle che erano state le ultime uscite. Devo essere sincero e dico che non mi aspettavo di vedere un Toro così, capace anche grazie all’abilità tattica di Juric di limitare la portata superiore dell’avversario. Bravo anche Bremer a neutralizzare Vlahovic, che ad oggi è l’uomo di spessore della squadra di Allegri. E’ stato un risultato sorprendente che frea in parte l’ottimismo che si era venuto a creare con il mercato e con la squadra che stava tentando il recupero anche verso zone più nobili della classifica».

Gli ultimi due pareggi si rifletteranno in modo negativo anche sulla Champions? Che partita si aspetta contro il Villarreal?

«Non mi aspetto che la Juve subisca contraccolpi. Campionato e Champions League sono due competizioni diverse, difficile che ci sia una correlazione tra le due. La Juve tiene molto all’Europa per le ragioni che ormai tutti conosciamo e sono convinto che saprà mettere in campo una prestazione di livello, di grande spessore, che è quello ci cui c’è assolutamente bisogno. Potrebbe superare il turno certamente, è la favorita, ma in ogni caso non sottovalutiamo il Villarreal. Il calcio spagnolo al momento è più avanti del nostro e sta compiendo ulteriori progressi importanti».

Sarà una partita in cui riproporre il tridente offensivo dopo le recenti difficoltà? O quei tre davanti hanno ancora bisogno di tempo prima di poter giocare insieme certe gare?

«A gennaio l’arrivo di Vlahovic ha dato una diversa squadratura anche tattica alla Juve, che ora finalmente ha un attaccante centrale di spessore e può liberare Morata in quello che è il suo vero ruolo, cioè quello di seconda punta. E’ una soluzione che consente allo stesso tempo a Dybala di essere Dybala, cioè di non essere legato ad uno schema tattico perchè alla fine non è un tridente così limpido. Per me l’argentino è un trequartista o al massimo una mezzala, che deve avere maggiore libertà di azione. Questi tre insieme sono la punta di diamante dello scacchiere di Allegri, ma il problema centrale è sempre lo stesso: il centrocampo filtra poco in fase difensiva e in avanti non brilla certo per idee. Ma su questo al momento si può fare poco, bisognerà aspettare la prossima campagna acquisti estiva e vedere quali saranno in questa direzione le mosse della Juve».

Una pezza, in questo momento, può essere messa dal neo arrivo Zakaria? Quanto può diventare importante negli schemi di Allegri?

«Zakaria, per quanto si è visto in queste poche partite, mi pare sia un uomo di equilibrio, uno capace di tenere le linee ed inserirsi, bravo anche a muovere il pallone. Allo stesso tempo mi sembra ottimo anche dal punto di vista difensivo, è in grado di porsi di ostacolare gli avversari e recuperare palloni su palloni. Quindi direi di si, ma vicino a lui in un centrocampo vedrei bene un Locatelli, più bravo certamente nel dirigere il gioco».

Quanto invece sta diventando importante De Ligt per il reparto arretrato? Dopo questa stagione lo vede pronto per raccogliere l’eredità dei vari Bonucci e Chiellini?

«De Ligt è già una colonna della difesa e lo sta dimostrando, è un baluardo assoluto, è straordinario. Certe volte mi sorprendo molto delle critiche che riceve, che molto spesso provengono anche dallo stesso mondo juventino. E’ stato un acquisto decisivo, non pagato poco lo sappiamo, ma è già sicuramente uno tra i più forti in Italia e in Europa».

Tornando per un attimo al derby, se le voci di una cessione di De Ligt dovessero concretizzarsi, vedrebbe bene Bremer come suo sostituto?

«Bremer è una rivelazione, una delle più limpide in questa stagione. Con Juric è letteralmente esploso, è cresciuto davvero tanto. Il reparto difensivo della Juve, considerata l’età anagrafica di due staordinari interpreti del ruolo come sono stati e come sono Bonucci e Chiellini, va certamente puntellato. Io spero che i bianconeri riescano a trattenere De Ligt e allo stesso tempo a prendere anche Bremer. Ci vogliono centrali forti per dare l’assalto a traguardi importanti in Italia e in Europa già dalla prossima stagione».

E in questa stagione, invece, quali sono gli obiettivi di questa Juve?

«Io sono convinto che la Juve possa centrare un obiettivo minimo per quello che è il suo prestigio, visto che ci ha abituati sempre a vincere. Penso che ce la farà a centrare uno dei quattro posti utili per la Champions, anche se devo dire che, con l’arrivo di Vlahovic, avevo pensato che la squadra potesse tentare una rimonta verso un traguardo ancora più difficile: lo scudetto. Dopo gli ultimi passi falsi, però, si è capito che per questo non è ancora il momento, è difficile ormai riprendere tre squadre come Milan, Inter e Napoli. Certo che, però, le premesse per la prossima stagione ci sono tutte».

Anche la Champions è da escludere?

«E’ molto, molto difficile. Ci sono tante squadre in Europa che sono decisamente più forti. Spero che la Juve passi il turno, ma onestamente non la vedo come una delle candidate per la finale».

Chi sarà, per Riccardo Cucchi, a vincere lo scudetto a fine stagione?

«La lotta è ancora molto equilibrata, si duellerà fino a maggio e non ci saranno fughe in avanti. Sono tre squadre forti ma con caratteristiche diverse. Per organico mi sento di dire che l’Inter sia la più solida e forte delle tre candidate, ma non escludo il Milan, neanche dopo il pari che ha trovato ieri sera a Salerno. Il Napoli, poi, acquisisce sempre maggiore mentalità con il passare delle partite…».

Si ringrazia Riccardo Cucchi per la cortesia e la disponibilità mostrate nel corso di questa intervista