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Thuram al Salone del Libro: «Razzismo? La gente fa finta di non vedere»

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Thuram al Salone del Libro: parla l’ex difensore della Juve, che ha trattato vari argomenti a sfondo bianconero e non solo

(inviato al Salone del Libro di Torino) – L’ex difensore della Juve, Lilian Thuram, è intervenuto dalle 18.00 durante il Salone del Libro di Torino. Le sue dichiarazioni.


IL LIBRO – «Vedete perché ho scritto il libro? Il mondo è rotondo, e il libro è per cambiare il punto di vista. Non si nasce bianco: si diventa. Perché si dice bianco? Perché si dice nero? Bisogna conoscere la storia. C’è qualcosa dietro. Racconta la gerarchia dei secoli. Questo libro racconta la gerarchia più vecchia, uomini solo donne. Il razzismo nella nostra società è dovuta a una storia. Per lottare bisogna conoscere la storia».

PARLARE DI RAZZISMO «In Italia è una novità, in Francia lo si fa da anni. Parlare crea confusione, c’è chi non è d’accordo nel cambiare il mondo. In Francia siamo davvero più avanti. Ho vissuto lì e sono francese. Ma basta guardare la nazionale. Ci sono pregiudizi su persone di colore. Però c’è una storia dietro. Quando vedi un nero e hai paura, ma perché? Perché sei figlio di una storia che ti fa credere che sei in pericolo. Che c’entra poi il colore della pelle con la nazionalità? Eppure lo pensi! Perché ti spaventa? Perché dici che deve rimanere al suo posto? I razzisti non sono stupidi: difendono il loro vantaggio. Stessa cosa tra uomini e donne. Per secoli hanno fatto così. Bisogna capire tutto questo e serve buona volontà per fare le cose per bene».

SENSIBILITA’ DEI GIOCATORI – «Prima di cominciare con i giovani bisogna partire dai giocatori di Serie A. Alcuni devono capire che devono avere il coraggio: bisogna trovarli, sono sicuro che ce n’è tanti. Per forza le cose cambiano».

REPLICA A MATERAZZI «Giocatore forte? No, di grande personalità (ride ndr). La risposta di Materazzi fa capire che lui non capisce cos’è la discriminazione. Per questo bisogna educare i giocatori a capire. Se uno ti dice figlio di put***a, rimane un insulto su di te. Ma se uno ti dice sporco ne**o, se lo sentono i bambini lo prendono per loro. Quando esci dal campo e vai in giro, lo fai con il tuo colore della pelle. È difficile quando sei visto come diverso. Se si analizza la risposta di Materazzi bisogna farlo molto bene: prendi dei libri, impara, capisci. E vedrai che stai facendo dei paragoni che non c’entrano. Non ha capito la violenza della discriminazione. Ci sono dei libri, bisogna imparare per capire».

ULULATI QUANDO GIOCAVA AL PARMA O ALLA JUVE«I compagni non capiscono la violenza. Dopo il mio libro, tanti amici e compagni hanno visto le cose in maniera diversa».

SITUAZIONE FRA 10 ANNI «Io credo che fra 10 anni le cose possono cambiare, però quando dici cambiare: in male o in bene? Dipende cosa farà ognuno di noi. Se io dico: c’è un privilegio nell’essere maschio in Italia? Sì. Non sono pericolosi, è dovuto alla storia. Tutti insieme dobbiamo fare un lavoro per aprire gli occhi. È difficile cambiare perché c’è gente che fa finta di non vedere».