Tifosi Juve, distanti ma uniti: la storia di Marco e la sua ditta di termoidraulica

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Tifosi Juve, distanti ma uniti: Marco e la sua ditta di idraulica a Roma. La rubrica che ascolta e racconta le storie del popolo bianconero

Tappa a Roma, esattamente in zona Ponte Milvio, dove Marco Mari e la sua ditta di idraulica, termica e condizionamento ‘Termoidraulica Mari’, assiste da oltre 50 anni i vari cittadini. Un’attività storica, risalente agli anni ’70, tramandata preziosamente di padre in figlio con Marco attuale titolare della ditta. L’emergenza Coronavirus, però, ha marchiato a matita rossa gli affari dell’impresa, generando non poche conseguenze a livello economico. «Ci si annoia, noi che siamo abituati a svegliarci la mattina presto per andare a lavorare…» ha esordito Marco nell’intervista a Juventus News 24, spiegando quali problemi attanaglino la sua vita in questa delicata situazione per tutto il Paese.

Marco, come stai trascorrendo questi giorni di quarantena?

«Siamo a casa, ricevo telefonate ma una ogni due o tre giorni. Sono piccole riparazioni, che non bastano assolutamente per andare avanti».

Quali conseguenze sono derivate da questa situazione di emergenza? Hai ricevuto qualche aiuto economico in questo periodo?

«Siamo in difficoltà dal 23 febbraio perché questo virus ci ha colpiti, con la gente che ha avuto subito paura e non ci ha permesso di entrare nelle loro case. Il 23 abbiamo avuto un grande calo, poi quando è stato emesso il decreto ad inizio marzo abbiamo chiuso l’attività. Oggi ho fatto la richiesta all’INPS di 600 euro ed è stata accettata. Dicono che a fine mese dovrebbe essere completata: aspettiamo intanto».

Che cosa ti auguri al termine di questa delicata ‘battaglia’ che sta vivendo l’Italia? Quali effetti potrebbe provocare?

«Il mio sogno è quello di svegliarmi una mattina e vedere che è tutto finito e si può ricominciare la vita di sempre. Ho paura, però, dopo la fine di questa emergenza, perché già eravamo in difficoltà prima, penso che lo scenario sarà peggiore. Nessuno di noi ha la palla di vetro, non possiamo sapere cosa accadrà».

Voltando pagina per parlare della tua fede bianconera, quando ti sei avvicinato ai colori della Juve e quali momenti ricordi con più piacere?

«Io sono dell’83: mi ha fatto avvicinare alla Juve mio zio quando avevo dieci anni. Mi è rimasta impressa la finale di Champions League del ’96 qui a Roma, che ho visto a casa e ricordo ogni momento di quella serata. Ovviamente, poi, questi otto anni indimenticabili coronati con gli Scudetti vinti consecutivamente».

Sei mai stato all’Allianz Stadium?

«Ci sono stato una volta, ma soltanto a visitarlo. Sfortunatamente non ho mai assistito dal vivo ad una partita allo Stadium, non ho ancora avuto la possibilità…».

A quali giocatori ti sei affezionato maggiormente nel corso di questi anni?

«Ho sentito che Dybala vorrebbe fare la stessa carriera di Del Piero alla Juve, e mi auguro che sia così perché mi sono affezionato a lui. L’indimenticabile Buffon, Trezeguet, Nedved, Del Piero, ma di quelli attuali sicuramente Dybala e spero che rimanga in bianconero anche in futuro».

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