Connettiti con noi

Lavagna Tattica

Torino Juve: Allegri cambia la squadra (e Locatelli) nella ripresa

Pubblicato

su

Analisi tattica Torino Juve di Serie A: la partita dell’Olimpico Grande Torino analizzata nei dettagli. Le mosse di Juric e Allegri

Un primo tempo difficile

Sembra passata una vita da quando la Juve di Allegri era totalmente in discussione, eppure era poco più di 10 giorni fa. Le 4 vittorie consecutive, 2 delle ultime pesantissime e (finalmente) con un clean sheet, ci hanno invece ridato una grande idea di solidità.

Per la verità, il derby vinto nel finale contro il Torino non è stato certo un match spumeggiante o privo di difficoltà tattiche. Nella prima frazione abbiamo forse visto addirittura la Juventus peggiore della stagione, letteralmente sovrastata dalla fisicità e dal pressing di Juric. Dopo un inizio incoraggiante, in cui i bianconeri sembravano riuscire ad arrivare facilmente dalle parti di Milinkovic-Savic, gli ospiti hanno abbassato molto il baricentro, evidenziando poche idee e grande confusione nella costruzione.

Il Torino ha sostanzialmente dominato, con un’evidente supremazia territoriale contro una Juventus che faticava a guadagnare metri. Contro il pressing a uomo granata, abbiamo visto tanti lanci nel vuoto che non portavano assolutamente a nulla: anzi, i granata recuperavano palla in posizioni piuttosto avanzate del campo, costringendo gli avversari a un baricentro bassissimo. Senza idee in fase di possesso, la Juve si è aggrappata tanto alle verticalizzazioni per Kean. L’ex PSG è stato però sovrastato spalle alla porta: circondato da maglie avversarie, ha continuamente perso palla. Lo schema classico era allargare il gioco su Alex Sandro, che – con Singo su di lui – provava maldestramente a lanciare lungo.

Insomma, nel primo tempo la Juve è stata difesa e (un disordinato) contropiede. Appena il 39% di possesso palla, con Locatelli che ha effettuato la miseria di 12 passaggi. Perlomeno, ha avuto il merito di concedere relativamente poco a un Toro che è stato padrone del campo.

Cosa ha cambiato Allegri

Allegri, dopo che il primo tempo era andato nel modo non sperato, è stato però bravo a correre tempestivamente ai ripari, con una sola (coraggiosa) sostituzione che però ha stravolto la Juve tatticamente. L’ingresso di Cuadrado per Kean e il passaggio al 3-5-2 ha dato molta più fluidità a una Juve che iniziato ad occupare meglio il campo, schiacciando il Torino con il passare dei minuti. Ci sono state fasi prolungate in cui i granata non uscivano dalla propria trequarti. I bianconeri hanno palleggiato ottimamente, senza dare punti di riferimento in mezzo e smarcandosi con efficacia.

I giocatori della Juve sono stati bravi a non dare certezze al Torino, scambiandosi spesso di posizione tra di loro. I granata faticavani a leggere i loro smarcamenti: Cuadrado e Alex Sando entravano spesso dentro al campo, mentre in una posizione più interna Bernardeschi è stato di più nel vivo del gioco. La Juve ha guadagnato metri e buttato diverse volte i propri giocatori negli spazi (Rabiot soprattutto), anche se è mancata pulizia tecnica.

Il gol di Locatelli è stato il giusto premio di una Juventus cresciuta in modo evidente. Lo dimostra l’azione del gol, con i bianconeri che – grazie al baricentro più alto – sono riusciti a liberare molto bene al tiro l’ex Sassuolo, che si è sganciato in avanti. Insomma, se la Juve palleggia e fa un calcio di possesso, Locatelli è il primo a beneficiarne. Lo abbiamo visto anche questa sera.

Insomma, nonostante un primo tempo altamente problematico, la Juve (anche per merito di Allegri) è riuscita a cambiare l’inerzia del match, ottenendo un successo nel complesso meritato. Ci sono ancora difetti tattici da risolvere, ma c’è la sensazione che i bianconeri stiano diventando sempre più squadra, con maggiore fiducia.. Il disastroso inizio di stagione sembra già un ricordo