Toure: «In finale deve fare la differenza la famiglia Juve»

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Toure: «In finale deve fare la differenza la famiglia Juve». Le dichiarazioni del centrocampista dell’Under 23 bianconera

Idrissa Toure, centrocampista della Juventus U23, è stato intervistato da Juventus TV in avvicinamento alla finale di Coppa Italia con la Ternana.

RIPRESA – «L’allenamento e l’allenamento fisico erano normali per noi. Ma rientrare in gioco con la testa è stato difficile, siamo stati per due mesi tutti a casa, lavorando solo via Skype e Facetime con gli allenatori. Tornare e rivedere tutti e focalizzarsi sul fatto che stai ricominciando davvero, è stata la cosa più difficile».

PROGETTO – «Quando sono venuto qui per la prima volta e abbiamo parlato del progetto mi è sembrato subito una buona idea. La Juventus era la prima squadra in Italia con una seconda squadra e sono felice di farne parte. Il primo anno era tutto nuovo, non conoscevo nessuno e non parlavo italiano. C’erano persone da Londra, dall’Olanda, da tutto il mondo. Ora ci conosciamo meglio, conosciamo il campionato, la squadra, tutto è migliorato, l’armonia, l’atmosfera, sono migliori. Questa penso sia la differenza principale tra il secondo e il primo anno».

CRESCITA PERSONALE – «Ora parlo meglio italiano. Il primo anno non sapevo nemmeno una parola. Ora capisco meglio gli allenatori, i compagni. Ho imparato tante cose sul calcio, anche con Pecchia. Ci mostra ad ogni allenamento che abbiamo tanto da imparare e migliorare e che dobbiamo sempre essere affamati».

COPPA ITALIA – «Ho segnato il primo gol nel primo match ed ero molto contento perché la Coppa Italia è importante, anche se è quella della Serie C. Ero felice di aver segnato per la mia squadra, per il mio club. Ho giocato molte partite in Coppa Italia, il mister ha avuto fiducia in me e l’ho apprezzato. Ora spero di segnare in finale».

PECCHIA – «Ci dice sempre che giochiamo in una squadra con una grande storia. Dobbiamo essere sempre affamati, voler vincere sempre in allenamento e in ogni competizione. Siamo concentrati e ci stiamo allenando bene per la finale, speriamo di restituirgli quello che ci dà».

FINALE – «La differenza sta nella testa. Ci sentiamo come una famiglia: se qualcuno sbaglia, noi ci siamo. Se sbagli vengo da te a dirti: “Non c’è problema, sono qui per te e ti aiuterò, sbaglierò per te, farò tutto per te”. Questa è una cosa che dobbiamo avere dentro per vincere una finale, essere come una famiglia. Farà la differenza».

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