
Il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, ha commentato la vittoria della Juve sul Napoli e le prestazioni di Kolo Muani e Alajbegovic. Le sue parole
Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha analizzato il 2-0 inflitto al Napoli dalla Juventus grazie alle reti di Alajbegovic e Boga nella recente sfida di campionato: «Più Alajbegovic e meno Kolo Muani è la ricetta perché torni la vera Vecchia Signora. Non c’entra il gol, per quanto favoloso e decisivo, è una questione di atteggiamento e mentalità. A 19 anni, Alajbegovic ha più personalità, coraggio e cattiveria della maggior parte dei suoi compagni. Anche i battibecchi con Spalletti mostrano comunque carattere e quella sicurezza che scarseggiano nella rosa bianconera»
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Il giornalista ha poi continuato esaltando le qualità e la prestazione del giocatore bosniaco: «E non è assolutamente un caso che, nel momento più critico per la Juventus, con la disperata necessità di ritrovare fiducia, il migliore in campo e quello con l’attitudine giusta sia stato proprio il ragazzino, pronto a mordere la partita senza timore di sbagliare. Ogni volta che ha sfacciatamente puntato l’uomo ha indicato la strada ai compagni, spingendoli spavaldamente in avanti, senza retropensieri, senza timori, con quel pizzico di arroganza che una grande squadra deve avere»
Rimangono invece le grosse difficoltà del centravanti, con Vaciago che ha commentato così la gara di Kolo Muani: «Nel contempo, Kolo Muani, 50 milioni bonus compresi, è partito in punta di piedi, intimidendosi sempre di più, al punto da scansare i tiri in porta, quasi avesse troppa paura per provarci. Non è il caso si mettere in croce l’attaccante francese, infilatosi in un tunnel di dubbi e incertezze con i dirigenti juventini e Spalletti che, in estate, si convincono che possa fare il centravanti e, via via, si avvitano intorno a prestazioni deludenti, a 3 soli gol dall’inizio della stagione. Ma Kolo Muani è un equivoco tecnico, tattico, economico e soprattutto è un giocatore che non sembra avere la forza morale per tirarsi fuori. È, insomma, una fotografia abbastanza fedele della situazione psicologica che zavorra e ha zavorrato la Juventus finora»