Zappa, messaggio alla Juve: «Sogno di arrivare in Serie A» – ESCLUSIVA

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Claudio Zappa, ex difensore della Juventus U23, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Juventus News 24. Le dichiarazioni

Due immersioni nel mondo Juve per toccare con mano l’organizzazione e l’unicità che caratterizza il lavoro quotidiano della squadra bianconera. Claudio Zappa ha vestito per la prima volta la maglia della Vecchia Signora nel 2015, con la Primavera di Fabio Grosso. Poi il salto nel professionismo con Pontedera, Pordenone e Pistoiese prima del ritorno a Torino, con la Juventus U23. Sei mesi in bianconero per riassaporare il clima juventino, salvo poi concludere la stagione a Novara. Quest’anno Zappa è volato a Malta, allo Sliema Wanderers e – in esclusiva a Juventus News 24 – ha raccontato i motivi della sua decisione, spaziando poi con i ricordi che lo legano alle sue esperienze all’ombra della Mole.

Claudio, qual è al momento la situazione nel campionato maltese in seguito all’emergenza Coronavirus? Arrivano dei segnali particolari dalla Federazione sulla ripartenza?

«In questi giorni dovrebbero decidere se il campionato ripartirà o no. Aspettiamo l’ufficialità ma difficilmente la stagione riprenderà. Noi siamo fermi dall’11 marzo, ma anche se qua a Malta la situazione relativa al Coronavirus è meno grave rispetto ad altri Paesi, la direzione verso la quale si va è quella di una sospensione. Non c’è ancora nulla di ufficiale però, dobbiamo solo attendere».

A cosa è dovuta la scelta di trasferirti proprio a Malta, allo Sliema Wanderers? Qual è la realtà calcistica nel Paese?

«La mia scelta è stata dettata dal fatto che ad agosto mi sono infortunato, quindi sarei dovuto rientrare a metà settembre. Era un infortunio che mi portavo dietro dallo scorso anno a Novara. Avevo recuperato bene, poi mi sono rifatto male in estate e dunque il mio obiettivo era quello di tornare a giocare. Volevo anche essere impiegato nuovamente in avanti, visto che nell’ultimo periodo ero un po’ sfiduciato e quindi avevo bisogno di una mia serenità mentale. È emersa questa ipotesi e ho pensato ‘Perché no?’, anche perché è un’esperienza diversa e c’era curiosità per capire che tipo di calcio si gioca a Malta. La filosofia calcistica, qui, è simile all’Inghilterra: squadra lunghe, poco possesso palla, calciatori fisici. Il livello si è alzato, dato che adesso è possibile inserire sette stranieri in campo durante la partita».

Da febbraio 2020 è Andrea Pisanu il tuo allenatore. Quanto è stato importante per il tuo continuo inserimento in squadra? Ti ha mai raccontato qualcosa del suo esordio in Serie A in quel Juve Cagliari del 1998?

«Da quando è arrivato ha voluto subito parlare con me, confrontandoci insieme su diversi argomenti. Abbiamo scoperto di avere delle idee simili, in aspetti sia calcistici e sia extra-calcistici. Ci siamo confrontati soltanto su temi relativi alla squadra però, senza parlare di altro. Abbiamo un bel rapporto, mi piace molto il suo modo di allenare».

A proposito di Juve, il tuo legame con i colori bianconeri inizia nel 2015, con la Primavera. Quale impatto hai avuto con il mondo bianconero?

«Da piccolo ho sempre tifato Juve, quindi essere arrivato lì dopo un percorso travagliato prima mi ha permesso di scoprire un mondo totalmente diverso. Dalle strutture, all’ambiente, è tutto differente. Mi sono integrato subito bene: conoscevo alcuni calciatori con i quali avevo condiviso lo spogliatoio nelle Nazionali giovanili, poi anche il fatto di andare a scuola insieme ha contribuito a fortificare maggiormente il gruppo. Era una squadra davvero forte, con dei ’97 di grandi qualità: siamo arrivati in finale in tutte le competizioni, ho dei ricordi molto positivi».

Essendo un terzino sinistro, quale migliore allenatore se non Fabio Grosso… Quali consigli ti ha dato per il tuo ruolo ai tempi della Primavera l’allora tecnico bianconero?

«Mi ha sempre detto che anche lui, nella sua carriera da calciatore, è partito a giocare davanti in Serie C. Essendosi spostato dietro in difesa, poi, è riuscito ad avere una carriera così importante. L’ho accolto subito bene questo consiglio di giocare dietro, e in Primavera mi trovavo anche alla grande. Il problema è sorto quando sono uscito dal settore giovanile, perché alcuni allenatori mi dicevano che ero troppo offensivo, preferendo dei terzini più difensivi in quel determinato ruolo».

Audero, Lirola, Romagna, Cassata, Kastanos, Favilli: tanti calciatori di quella Primavera sono riusciti ad arrivare poi in Serie A. Qual è la differenza nell’approccio, nel modo di lavorare nel settore giovanile bianconero?

«La differenza riguarda la predisposizione ad allenarsi, a comportarsi da prima squadra anche nel settore giovanile. Lo staff a tua disposizione, il recupero post-partita, è tutto realizzato in proiezione ad una prima squadra. Come se fosse già professionismo vero e proprio…».

Tre esperienze tra i professionisti, poi, prima del ritorno alla Juventus, in Under 23. Che tappa è stata per la tua carriera quella nella Seconda squadra bianconera?

«Ero contento di questa opportunità, perché invece di andare in prestito mi sentivo come se fossi tornato ‘a casa’. Ho trovato poco spazio lo scorso anno, quindi ho preferito andare via a gennaio. Io sto male se non gioco: certo, la competizione è sana, fa bene ad un giocatore per migliorare, ma non vivo bene il fatto di non scendere in campo. Il progetto delle Seconde squadre, comunque, è davvero interessante. Hai la possibilità di far crescere internamente un tuo calciatore, visionando da vicino il suo percorso di maturazione. L’Under 23 ti permette di valorizzare al meglio i tuoi giocatori».

Chi sono, a tuo parere, quei giovani ad essere maggiormente cresciuti nell’arco dell’esperienza in Under 23? Quali calciatori bianconeri ti hanno sorpreso di più?

«Mi hanno stupito diversi giocatori, sia nella mia parentesi in Under 23 e sia in questa stagione. Olivieri, a mio parere, ha grandi margini di miglioramento, così come Kastanos. Lui può maturare tanto: è stato un po’ sfortunato anche visto che la pubalgia gli ha quasi fatto perdere un anno. Anche Muratore è stato penalizzato tanto dagli infortuni, ma secondo me può fare benissimo e arrivare lontano. Con Clemenza ho fatto qualche giorno insieme in Under 23, e anche lui ha grandi qualità».

A comporre l’attacco dell’attuale rosa di mister Fabio Pecchia ora c’è Giacomo Vrioni, tuo ex compagno di squadra alla Pistoiese. Avendolo conosciuto da vicino, quale contributo può portare alla Juventus?

«Vrioni può dare un grandissimo contributo alla Juventus. È un attaccante molto fisico, dotato di un gran sinistro che gli permette di segnare tanti gol. Attacca bene gli spazi, è un grande attaccante che aiuta molto la squadra. Ha grandi prospettive, poi se l’ha preso la Juve…».

Il tuo cartellino è ancora di proprietà della Juve. Qual è il tuo obiettivo primario in ottica futura?

«Io spero di giocare in una categoria superiore nella prossima stagione. Quest’anno volevo ritrovare alcune certezze ma spero di compiere nuovamente un salto. Che sia Italia o sia in un altro Paese. Il sogno comunque è quello di arrivare un giorno in Serie A».

Si ringrazia Claudio Zappa per la disponibilità e la cortesia mostrate in questa intervista