Zauli: «La Juve è il top del calcio mondiale. Vogliamo essere protagonisti»

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Lamberto Zauli, neo-allenatore della Juve Primavera, ha rilasciato un’intervista parlando di tanti temi in ottica bianconera

Ai microfoni di Juventus TV, Lamberto Zauli ha rilasciato un’intervista. Il neo-allenatore della Juve Primavera si è presentato ai nuovi tifosi, delineando le sue emozioni per la nuova avventura in bianconero. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

LA JUVE – «Senza dubbio, dopo che ho smesso di giocare, amando il campo ho iniziato a fare l’allenatore. Dopo l’esperienza in Lega Pro, due anni fa ho scelto di allenare la Primavera dell’Empoli e oggi sono qua. È chiaro che quando arriva la chiamata della Juve mi fa piacere e arrivo con grande entusiasmo. Entro in punta di piedi per capire come funziona il mondo Juve, ma basta ben poco per capire che siamo al top del calcio mondiale. Cercherò di mettere la mia esperienza e la mia voglia di insegnare ai miei ragazzi quello che per tutta la vita hanno insegnato a me i miei allenatori».

PECCHIA – «È stato un mio compagno a Bologna nel 2001/2002 quindi mi fa molto piacere. Eravamo rimasti in contatto anche dopo quell’annata lì e sono contento di portare da vicino le nostre squadre. La nostra sintonia ci aiuterà a portare avanti i miglioramenti dei ragazzi».

VINOVO – «Parliamo dell’eccellenza. Ad Empoli l’ho assaggiato da avversario, ma non ti rendi conto di ciò che c’è dietro. Come ho detto prima, in questi giorni mi sto rendendo conto che siamo al top del calcio mondiale».

PRIMAVERA – «È un campionato selettivo, che non permette errori e permette ai ragazzi di crescere in fretta. La rivoluzione di due anni fa ha concentrato i migliori giocatori in questo campionato, in cui sicuramente sarà difficile come è successo l’anno scorso. Siamo la Juventus e vogliamo stare tra le prime. Noi quest’anno vogliamo essere protagonisti».

OBIETTIVI – «L’obiettivo di un settore giovanile è migliorare i ragazzi. Per loro questo è l’ultimo step prima di avvicinarsi ai professionisti, quindi il nostro compito è quello di portarli vicinissimi alle grandi squadre».

CONSIGLI – «Da giocatore ho fatto tutte le categorie, anche le più basse perché così ho la conoscenza di cosa vuol dire giocare in Serie C o in Serie A. Ai ragazzi dico sempre di crederci, ma non bastano le parole serve anche la quotidianità. Tanti giocatori hanno grandi qualità ma buttano via allenamenti o annate addirittura: quindi il nostro compito è quello di farli concentrare per, un giorno, far raccogliere i loro frutti».