Zhegrova sempre più decisivo, ma non parte mai dall’inizio: cosa c'è dietro la sua assenza dai titolari
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Zhegrova sempre più decisivo, ma non parte mai dall’inizio: cosa c’è dietro la sua assenza dai titolari

Continua il rebus Zhegrova in casa Juventus: il giocatore kosovaro è uno dei più decisivi a disposizione di Spalletti ma non parte mai titolare. I motivi

Edon Zhegrova rappresenta un autentico enigma all’interno dello scacchiere della Juventus. L’esterno kosovaro è uno dei giocatori più incisivi a disposizione del club, eppure non ha mai calcato il campo da titolare in questo primo scorcio stagionale. Contro il Napoli è entrato ed ha lasciato il segno servendo un prezioso assist per il gol vittoria di Kerim Alajbegovic. Non si tratta di un caso isolato: in precedenza, l’ex Lille aveva già messo a referto una pregevole doppietta contro il Sassuolo e un altro assist fondamentale per Bremer. Un rendimento notevole che si scontra frontalmente con il bassissimo minutaggio e con l’esclusione dalla lista UEFA con la Juventus che, al posto dell’infortunato Locatelli, proprio nella giornata odierna ha preferito sostituirlo con Jeff Ekhator.

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Il classe ‘99 ha finora racimolato solamente spezzoni di gara, disputando al massimo i 45 minuti della ripresa. Luciano Spalletti non lo ha mai scelto nell’undici di partenza, preferendo varare altre soluzioni anche dopo l’infortunio di Francisco Conceição. Dietro questa complessa situazione sembra celarsi una valutazione ben precisa: l’allenatore ritiene la sua freccia un elemento spacca-partite da scatenare negli ultimi 30 minuti contro difese stanche. Il tecnico bianconero ha apertamente elogiato la sua straordinaria imprevedibilità nell’uno contro uno, sottolineando però alcune pesanti lacune in fase di ripiegamento e una scarsa attitudine al lavoro collettivo. Un classico ormai quando si parla dell’esterno kosovaro che, forse, meriterebbe almeno una chance dal 1′, situazione mai accaduta sotto la gestione Spalletti.

Oltre ai limiti tattici evidenziati dalla guida tecnica, pesano enormemente anche i recenti cambi di modulo adottati per superare la crisi. L’utilizzo del 3-5-2 ha di fatto annullato il ruolo naturale dell’esterno puro, penalizzando l’estro proprio di Zhegrova. Una situazione paradossale evidenziata anche dai numeri di Kolo Muani, sempre in campo con Spalletti, ma meno decisivo e incisivo rispetto al giocatore kosovaro.

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