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Conceicao non si nasconde: «Non sono uno spacca-partite, sono un titolare fisso nella mia squadra. Ronaldo? Non c’è nessuno come lui»

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Conceicao non si nasconde: le dichiarazioni in conferenza stampa dell’esterno della Juve e del Portogallo in vista del match contro l’Uzbekistan

Francisco Conceicao è intervenuto in conferenza stampa in vista della prossima sfida ai Mondiali contro l’Uzbekistan. Le sue dichiarazioni.

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SPACCA-PARTITE – «Dipende da cosa si intende. Io preferisco essere conosciuto come Francisco Conceicao. Se con quella definizione si intende un giocatore che entra negli ultimi 10 o 15 minuti penso non sia proprio così. Gioco nella Juventus, gioco nel campionato italiano, e sono stato un titolare fisso nella mia squadra»

OBIETTIVI – «Io sono qui per dare il massimo alla Nazionale, che giochi 10 o 90 minuti, e per dimostrare che sono uno in più ad aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi»

RONALDO – «Ronaldo? Penso che Cristiano… quando si tratta di segnare gol, non c’è nessuno come lui. Non sentiamo il bisogno o l’obbligo di passargli la palla; la passo a chi è nella posizione migliore. È qui per dare una mano, come qualsiasi altro giocatore. È un esempio, per la sua carriera, per la fame di vittoria che dimostra ogni giorno. È incredibilmente motivato ad allenarsi come se fosse l’ultimo giorno. Se ha raggiunto così tanto e ha ancora così tanta voglia, la nostra deve essere ancora maggiore. È solo un’altra persona qui per dare una mano; abbiamo bisogno di tutti perché la squadra funzioni»

GOL – «Devo aiutare la squadra con i gol, fare quello che il mister mi chiede e alla fine fare il mio lavoro: aiutare il più possibile la nazionale. Poi la decisione su chi giocare spetta al mister»

RICORDI DI PAPÀ – «Credo che quel Mondiale del 2002 non sia andato molto bene, visto che furono eliminati nella fase a gironi. È sempre un orgoglio sapere che mio padre ha giocato un Mondiale e che ora ci sono anch’io. Spero che la storia sia diversa. Mi ha raccontato che allora erano molto ambiziosi, avevano una generazione molto forte e puntavano ad arrivare il più lontano possibile. Mi ha anche detto che un piccolo errore può compromettere tutto. È proprio ciò che vogliamo evitare»

UZBEKISTAN – «È uno degli aspetti su cui stiamo lavorando: arrivare in area e creare occasioni da gol. L’Uzbekistan è una squadra che gioca con una linea difensiva a cinque e ha un allenatore italiano che conosco. La fase difensiva è il loro punto di forza. Sta a noi creare opportunità, arrivare in area, calciare verso la porta e fare tutto il possibile per mettere in difficoltà la loro difesa»

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