
Aperto un fascicolo d’inchiesta per presunti insulti discriminatori al termine di Trento Juventus Next Gen: il Giudice Sportivo chiede accertamenti urgenti
La sconfitta per 2-1 patita domenica scorsa allo stadio Briamasco contro il Trento rischia di lasciarsi alle spalle un’appendice molto grave sul piano della giustizia sportiva per la Juventus Next Gen. La Procura della Federcalcio ha infatti aperto un fascicolo d’indagine in merito a un presunto episodio di discriminazione razziale che si sarebbe verificato subito dopo il fischio finale ai danni di un tesserato bianconero. La sfida della 11ª giornata di Serie C, sbloccata inizialmente dalla rete di Francesco Leone e poi ribaltata dai padroni di casa grazie al rigore di Juan Molina e alla firma di Marco Ladisa (complice l’espulsione nella ripresa del difensore juventino Mattia Brugarello), è finita sotto la lente d’ingrandimento degli organi federali a causa delle intemperanze di alcuni sostenitori locali presenti nel settore Tribuna Nord.
Il Giudice Sportivo, prendendo in esame la segnalazione iniziale e definendo l’accaduto come un «asserito comportamento», ha ufficialmente richiesto alla Procura Federale di svolgere ulteriori accertamenti nel più breve tempo possibile. L’organo requirente è stato incaricato di ascoltare la quaterna arbitrale per verificare se i direttori di gara abbiano percepito distintamente le frasi discriminatorie rivolte al giocatore bianconero, oltre a dover perimetrare con esattezza il settore di provenienza dei cori, quantificando il numero dei sostenitori coinvolti e l’effettiva percentuale rispetto agli occupanti dell’area.
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La posizione del club di casa dipenderà interamente dall’esito di tali indagini, in base a quanto prescritto dall’Articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva, il quale disciplina i comportamenti discriminatori valutandone percezione e dimensione prima di irrogare sanzioni che potrebbero portare anche alla chiusura di uno o più settori dello stadio. Al momento non sono stati adottati provvedimenti disciplinari ufficiali né sanzioni dirette: l’identità del tesserato della Juventus Next Gen coinvolto e l’esatto contenuto delle frasi pronunciate restano al momento protetti dal massimo riserbo in attesa che la Procura completi le sue verifiche.